È verde per i Led

Si chiamano LED (Light Emitting Diode, diodi ad emissione di luce) e rivoluzioneranno il mondo dell’illuminazione semaforica e stradale.

Sono loro la più valida alternativa alle vecchie
lampadine a incandescenza
(per i semafori) e a vapori
di mercurio (per i lampioni), sia in termini economici che
ambientali.

Si tratta di dispositivi elettronici caratterizzati
dall’emissione monocromatica di luce e da un bassissimo
assorbimento di energia. Sono, infatti, detti
”a luce fredda’
proprio perché non prevedono
generazione (e quindi dispersione) di calore, come invece avviene
nelle vecchie lampadine al tungsteno, che disperdono nell?ambiente
il 95% dell’energia ricevuta per il funzionamento.

La loro durata, tra l’altro, è molto più elevata
rispetto agli altri tipi di lampadine: un LED può funzionare
fino a 100.000h (10 anni circa) e alla fine del suo ciclo vitale
non si “brucia”, come invece accade ai filamenti delle lampade a
incandescenza, ma continua a funzionare per un certo periodo di
tempo, pur perdendo progressivamente la brillantezza del
colore.

Nell’ultimo decennio, gli abbattimenti dei costi di produzione e
le migliorie tecnologiche – sono oggi in commercio LED di 10 volte
più potenti rispetto a quelli che troviamo nei comuni
dispositivi elettronici – hanno permesso di produrre, in gran
quantità, i cosiddetti
“LED ad alta luminosità”, utilizzati oggi al posto delle
lampade ad incandescenza
proprio nell’illuminazione
semaforica.

Ogni singola lampada è composta da un insieme di “pixel”,
o punti luce, da 50 a 200, che ne garantiscono la luminosità
secondo normativa.
Questi dispositivi consumano dai 10 ai 20W (contro gli 80W minimi
delle luci a incandescenza), mentre il consumo quotidiano in KWh
è di 0,4 contro i 2,5 delle lampade a incandescenza. In
concreto, un risparmio che, per le amministrazioni comunali
europee,
potrebbe ammontare a circa 1 miliardo di euro
all’anno.

Al momento, l’unico svantaggio dei LED è il costo delle
lampade: circa 20 volte maggiore rispetto a quelle a incandescenza.
L’abbattimento progressivo dei costi di produzione e la notevole
durata delle lampade, tuttavia, permette oggi di ammortizzare i
costi di sostituzione nell’arco di 2-3 anni, cosa che renderebbe
comunque vantaggiosa, per le amministrazioni comunali (ed in
special modo per le grandi città), l’applicazione di questa
tecnologia.

Un futuro “più luminoso” dunque, coi LED, si può.
Perché aspettare?

 

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