Idee nuove e sostenibili? L’UE le ha premiate

Premiate con l’EIT Entrepreneurship Award nove start-up europee che più si sono distinte nella promozione dello sviluppo sostenibile.

Sono stati annunciati pochi giorni fa i vincitori del primo EIT Entrepreneurship
Award,
premio istituito dall’EIT (Istituo
Europeo di Innovazione e Tecnologia)
per mettere in luce e
promuovere le nuove idee imprenditoriali che
più si sono distinte nella promozione dello sviluppo
sostenibile.

Tre le aree tematiche prese in considerazione:
l’adattamento ai cambiamenti climatici e la
mitigazione, il futuro del mondo dell’informazione e della
comunicazione
(ICT) e l’energia
sostenibile
. Nove le aziende invitate a Bruxelles a
partecipare come finaliste.

“Sono estremamente colpito nel vedere queste nove imprese che
partecipano oggi agli EIT Awards – ha dichiarato Alexander Von
Gabain, Presidente dell’EIT -, e sono lieto di vedere questi
giovani imprenditori emergere già dai nostri stabilimenti”.

Le idee vincitrici

Per quel che riguarda
l’ICT ha vinto la tedesca Trifense, fondata
da Patrick Duessel (nella foto), che ha ideato un sistema per la
protezione in tempo reale dei software e dei dati
da attacchi di hacker o di virus spesso lanciati in massa che
mettono a repentaglio la sicurezza di istituti, di enti governativi
e importanti aziende. Lavorando in tempo reale, riesce a
individuare eventuali attacchi esterni.

Nell’ambito del
Climate-KIC, la vincitrice è l’inglese Naked Energy, azienda che
lavora nel campo delle energie rinnovabili. Christophe Williams ha
ideato un pannello solare che integra sia la
produzione di elettricità, che la
produzione di acqua calda sanitaria. In pratica ha
preso un pannello fotovoltaico e uno termico e li ha “fusi”
insieme. Il risultato è un minore utilizzo di energia e di
emissioni di CO2.

Mentre il premio Energia
Sostenibile, l’ha vinto la spagnola Noem, che ha ideato la casa
del 21mo secolo. Una casa a basse emissioni,
mobile e in legno, che sia “in grado di seguire i proprietari nei
loro spostamenti, nel cambio di lavoro o di città”, come
sottolineato dalla stessa ideatrice, Rosa Vilarasau.

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