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Eco-efficienza: produzione sostenibile e consumo responsabile

Durante la Biennale dell’Eco-efficienza di Torino LifeGate ha intervistato Franco Mana, amministratore delegato di Environment Park, l’ente organizzatore.

Cosa rappresenta e quali sono gli obiettivi di Eco-efficiency
Biennial?

E’ il punto di riferimento nazionale sui temi dell’eco-efficienza,
ma è anche il momento per confrontarsi con esperienze
internazionali simili.
Con questa Biennale vogliamo favorire le imprese che hanno adottato
sistemi di produzione e gestione ambientale, che producono beni e
sviluppano economie con minori risorse, per esempio riducendo i
consumi di energia, di materie prime o di produzione di
rifiuti.
L’eco-efficienza è un approccio alla gestione dell’economia
dell’impresa che garantisce un nuovo modo di evolvere e innovarsi,
assumendo come caratteri distintivi le variabili ambientali,
trasformandole in punti di attacco, per poi penetrare nel mercato
rivolto al pubblico. La Biennale pertanto non ha solo l’obiettivo
di assemblare queste realtà, ma di renderle visibili sia
agli operatori che al pubblico.

Come pensate di far penetrare il concetto di eco-efficienza sul
mercato italiano?

La parte più difficile che incontriamo noi, ma anche le
imprese che affrontano la loro attività con questi principi,
è uno scarso appeal nella comunicazione sul valore di queste
esperienze e quindi è difficile portarlo al consumo di
massa. Bisognerà trovare forme di comunicazione diverse,
nuove forme di visibilità. E’ un po’ il limite che abbiamo
riscontrato nella prima edizione, che era sperimentale.
Le aziende che richiedono la certificazione Emas hanno già
un minimo di comunicazione col territorio, perché il sistema
Emas prevede la comunicazione ufficiale degli obiettivi ambientali.
Invece le aziende evolute che volontariamente regolamentano la
gestione ambientale attraverso le Iso 14000 non hanno questo
obbligo, ma nel rapporto con altre aziende richiedono per esempio
che i fornitori siano certificati. Da questo emerge che mentre il
sistema è eco-efficiente tra le imprese, il mercato dei
consumatori è ancora poco evoluto perché l’agire
è più complicato. Bisogna trovare forme e strumenti
diversi per raggiungere il pubblico e questo sarà il compito
dell’Environment Park nel prossimo futuro.

Parlando di eco-efficienza nel settore edilizio e di Epiqr, cosa
possiamo dire a proposito?

L’eco-efficienza nella bioedilizia è un punto forte
dell’attività del Parco Tecnologico perché a fianco
del sistema produttivo, costituito dal sistema delle imprese,
l’abitare e l’abitazione e gli spazi dedicati agli uffici
costituiscono una parte importante dell’economia in generale.
L’edificio, così come è attualmente progettato e
gestito, è una macchina assolutamente non eco-efficiente:
utilizza materiali poco rispettosi dell’ambiente senza fornire un
benessere adeguato. Il lavoro dell’Environment Park, di
conseguenza, sulla eco-efficienza nel settore bioedile ha diversi
approcci: di consulenza alla progettazione e di favorire futuri
sistemi di certificazione ambientale di edifici.
Partecipiamo al progetto Epiqr perché riteniamo che questo
software metta a disposizione del progettista, ma anche del gestore
dell’immobile, un sistema semplice di valutazione dell’efficienza o
della non efficienza energetica.
Noi speriamo di poterlo diffondere anche su progetti mirati finche
non diventi uno strumento d’obbligo nella pianificazione di piani
di ristrutturazione degli alloggi. Inoltre, il fatto che sia un
progetto europeo favorisce non solo la circolazione delle
esperienze già maturate in Europa, ma si colloca all’interno
di un progetto più vasto: quello dell’edificio europeo del
futuro.

Ci sono altri progetti innovativi ai quali state
lavorando?
In occasione dell’Eco-efficiency Biennial
2003 inauguriamo il laboratorio per l’utilizzo delle tecnologie a
idrogeno.
Il laboratorio, nato grazie a una collaborazione col Politecnico di
Torino, un gruppo di imprese private e amministrazioni europee e
italiane avrà sede all’interno dell’Environment Park.
Si occuperà dell’utilizzo dell’idrogeno per il trasporto, ma
principalmente di quello “stazionario” utilizzabile all’interno
delle abitazioni e degli uffici. L’obiettivo, raggiungibile entro
pochi anni, sarà di avere nei condomini o nei centri uffici
l’impianto di cogenerazione energia elettrica e energia termica a
idrogeno, migliorando di più del 50% l’efficienza degli
impianti. Nei prossimi mesi attiveremo un progetto in tal senso
nell’ospedale S. Giovanni Bosco di Torino.
Grazie alla Regione Piemonte che ha deciso di fare dell’idrogeno
uno dei settori di sviluppo futuro del Piemonte, anche in relazione
alla crisi Fiat, si valorizzeranno le capacità tecnologiche
in partnership con un’importante azienda del settore per studiare
una caldaia di tipo condominiale.
Parteciperemo a dei progetti di ricerca della Comunità
Europea con una cordata delle principali case automobilistiche
europee ovviamente per l’uso dell’idrogeno applicato ai trasporti e
poi ad altri progetti su bandi nazionali e internazionali.

Può dirci un altro esempio di eco-efficienza applicato a
una nuova tecnologia, con un minimo impatto ambientale ed elevate
prestazioni?

Il Clean Nt Lab è un altro laboratorio, all’interno del
Parco Tecnologico, che ha lo scopo di sviluppare e industrializzare
il processo Pvd (Physical Vapour Deposition), che è un
trattamento alternativo per la cromatura. Questa generalmente
è fatta con processi galvanici cioè con sali e
liquidi che inquinano, difficilissimi da trattare. Con la nostra
nuova tecnologia la cromatura avviene in un ambiente sottovuoto,
non si ha alcuna emissione e il prodotto raggiunge performance
più elevate. Quindi è una tecnologia per definizione
eco-efficiente: aumenta l’efficienza del prodotto in termini di
durata e di prestazioni ed è realizzato in situazioni di
impatto ambientale o.

Tomaso Scotti

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