Ecorivestimento in biossido di titanio? Si, grazie

L’Ecorivestimento è una malta cementizia composta in prevalenza da biossido di titanio, che in presenza di luce (naturale, ma anche artificiale) innesca una reazione di ossidazione con determinate sostanze (organiche e inorganiche) trasformandole in nitrati e carbonati, cioè in sostanze innocue.

Quando venne realizzato il primo esperimento pilota, (il progetto
fu portato avanti dal comune di Segrate che utilizzò la
malta per ricoprire una strada soggetta a un elevato flusso di
traffico), molti furono scettici dell’esito positivo
dell’esperimento.

Ora però che Ivo Allegrini, dirigente di ricerca Cnr e
direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico di
Monterotondo Scalo (Rm), attraverso una relazione dettagliata ne
conferma le capacità anti-inquinanti, molti sono sicuri che
il successo dell’iniziativa sarà un fattore determinante per
la lotta all’inquinamento.

L’Ecorivestimento è una malta cementizia composta in
prevalenza da biossido di titanio, che in presenza di luce
(naturale, ma anche artificiale) innesca una reazione di
ossidazione con determinate sostanze (organiche e inorganiche)
trasformandole in nitrati e carbonati, cioè in sostanze
innocue.
Attraverso un processo di ossidazione può eliminare 30
tonnellate all’anno per chilometro quadrato di ossidi di azoto
(Nox), corrispondenti all’abbattimento dei gas inquinanti di 7500
autoveicoli. A tal proposito, l’ultima campagna di rivelazione
tenutasi tra il 27 e il 29 luglio, ha mostrato una riduzione pari
al 50% degli ossidi di azoto (Nox).

Ma il rivestimento è in grado di anare anche altri
pericolosi inquinanti quali l’anidride solforosa, l’ossido di
carbonio, la formaldeide, i particolati, batteri e muffe.
Per questo motivo procedono sperimentazioni diversificate in
numerosi settori. Quello residenziale in primo luogo. In questo
caso appartamenti verniciati con l’ecorivestimento sono in grado di
abbattere di un terzo anche gli inquinanti domestici e grazie alle
proprietà antibatteriche di prevenire la formazione di muffe
e coline batteriche.

A breve saranno verniciate venticinque stazioni ferroviarie e
sorgeranno le prime abitazioni completamente ecorivestite.

 

Tomaso Scotti

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