Edificio fotovoltaico a Como

In questi ultimi anni l’utilizzo della tecnologia a pannelli fotovoltaici ha assunto un ruolo sempre più importante. Ora il solare approda anche nel nucleo storico della città di Como.

Uno dei temi più interessanti e stimolanti per i progettisti
è la ricerca di integrazione tra sistemi tecnologici per
l’utilizzo di energie non inquinanti e gli edifici già
esistenti, configurati spesso in aggregazioni ambientali
compromesse.

Proprio in questa casistica si inserisce la progettazione
affrontata dagli architetti Marco Balzarotti e Renato Conti
all’interno del nucleo storico della città di Como. Essa
può essere presa ad esempio per dimostrare come lo
sfruttamento dell’energia solare in architettura non sia un’opzione
percorribile solo nel caso di nuove edificazioni, ma piuttosto
costituisca una notevole occasione per una corretta e innovativa
riqualificazione urbana nel rispetto dell’ambiente. Una tematica
questa che nel prossimo futuro dovrà necessariamente avere
un ruolo fondamentale nello sviluppo della moderna architettura.

  • L’intervento
    La volontà di utilizzare forme energetiche rinnovabili, in
    piena sintonia con le linee programmatiche del codice di
    autoregolamentazione e bioarchitettura promosso dall’ENEA e
    adottato dal Comune di Como, nasce all’interno di un progetto di
    ristrutturazione funzionale di un edificio costruito negli anni 60,
    ubicato nel cuore di Como, ai bordi della città murata in
    posizione di prestigio. Infatti l’immobile è costruito in
    prossimità dell’invaso spaziale di Piazza del Popolo e di
    Piazza Verdi con ampia visuale dell’abside rinascimentale del Duomo
    e dell’architettura neoclassica del Teatro Sociale. Inoltre
    è a lato della Casa del Fascio, opera dell’architetto
    Giuseppe Terragni, considerata massimo esempio del razionalismo
    italiano.
  • Le linee guida del progetto
    Esse si basano sull’integrazione di tecnologie indirizzate al
    contenimento energetico e allo sfruttamento di energie rinnovabili
    non inquinanti. Utilizzando l’acqua di falda, prelevata da un pozzo
    alla temperatura costante per tutto l’anno di circa 14 gradi, e
    l’energia prodotta da una grande struttura di pannelli fotovoltaici
    posizionata sul lastrico solare (in grado di generare 7
    kilowatt/ora), un sistema di pompe di calore garantirà, a
    seconda delle stagioni, il riscaldamento e il raffrescamento
    dell’intero edificio, contribuendo a un notevole risparmio
    energetico rispetto agli impianti tradizionali.

Roberta Lietti

 

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