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Edilizia e tecnologie ecosostenibili

Sempre più spesso nel settore edilizio italiano si parla di eco-efficienza. L’applicazione di tecnologie ecosostenibili ne è ormai un punto chiave

Sempre più spesso nel settore edilizio italiano si parla di eco-efficienza nel recupero delle abitazioni. Quale sarà lo scenario futuro della ristrutturazione edilizia?

La tendenza ad applicare principi eco-efficienti per avere dei benefici di benessere coniugati a vantaggi economici non potrà che incrementarsi perché i problemi dell’inquinamento legati all’utilizzo di combustibili fossili e il riscaldamento del pianeta, determinano una situazione di danno economico. Bisogna andare verso un maggior rispetto ai problemi ambientali, sia prestando attenzione al recupero edilizio che alle nuove realizzazioni.

Può fare qualche esempio concreto?

In Italia nel mondo delle aziende e degli imprenditori edili opera il Consorzio Itaca, che si adopera per la trasparenza degli appalti di tutte le regioni. Al suo interno un gruppo di lavoro studia anche i modi per introdurre in tutti i sistemi di capitolati d’appalti dei criteri ambientali validi sia per il recupero edilizio che per le nuove edificazioni.

A livello privato ci sono interventi di grande importanza come quello dei “tetti solari fotovoltaici”: con finanziamenti sia da parte dello Stato ai comuni e agli enti pubblici sia da parte delle Regioni ai privati per installare i pannelli fotovoltaici. Va ricordato che il privato, che produce energia elettrica in eccesso rispetto ai suoi consumi, può immetterla in rete e l’azienda di distribuzione accorda un credito annuale disponibile per eventuali prelievi di energia.

Questo sistema, nonostante i limiti di finanziamento, ha ottenuto una risposta notevole. Nella regione Piemonte l’anno scorso sono stati approvati e finanziati 500 progetti, che rappresentano circa il 30% delle richieste arrivate. Quest’anno di nuovo ci sono state tantissime domande, dunque c’è una forte rispondenza da parte del privato, che in presenza di leggi dinamiche e di incentivi risponde adeguatamente.

Oggi il problema del fotovoltaico è il costo elevato nonostante l’aumento della produzione soprattutto da parte del Giappone. I costi sono stati abbattuti, ma non ancora in modo così elastico da rendere questa tecnologia competitiva. Di fatto accade che noi paghiamo un’energia non rinnovabile sottocosto e una energia rinnovabile sopracosto.

Cosa ci vuole perché queste tecnologie ecosostenibili prendano piede?

Innanzitutto bisogna avere delle normative adeguate. In Italia, almeno in parte, sono già operanti finanziamenti, detrazioni fiscali e detrazioni d’imposta. Poi bisognerà rivedere i regolamenti edilizi, per agevolare i progetti che integrano tecnologie sostenibili, detraendo gli oneri di urbanizzazione primaria o secondaria. Infine conta molto l’informazione rivolta al grande pubblico e la formazione dei tecnici (installatori) e dei professionisti (architetti). Un ulteriore contributo può essere fornito dagli ordini professionali, che in collaborazione con le Province promuovano dei corsi sui temi base: fotovoltaico e solare termico. Ci sono tutte le premesse perché il mercato aumenti il proprio bacino d’utenza.

E’ corretto pensare che all’interno della casa del futuro possano entrare tecnologie ecosostenibili diverse da quelle solari, per esempio l’idrogeno?

Sull’utilizzo dell’idrogeno ci sono grandissime prospettive, purtroppo con le attuali conoscenze tecnologiche rimaniamo ancora molto legati a dei problemi di trasporto e di conservazione sottopressione, per cui è presumibile l’utilizzo solo in grandi edifici, come gli ospedali, dove l’idrogeno deve essere associato a impianti complessi di cogenerazione. Quindi nel breve temine non è credibile un uso diffuso residenziale. Tra l’altro l’edilizia ha ancora talmente tanto da dire sulle energie rinnovabili, sulle tecnologie di risparmio energetico, sulla casa passiva che sarebbe un peccato abbandonare lo studio oramai avviato di queste tecnologie.

Qual’è la situazione italiana rispetto ai Paesi della Comunità Europea?

E’ abbastanza negativa perché, come dimostra l’applicazione del Trattato di Kyoto, il nostro Paese ha incrementato i consumi di energia da combustibile fossile, mentre avrebbe già dovuto diminuirle a favore dello sviluppo di energie derivanti da fonti rinnovabili. Diversamente Germania, Inghilterra, Austria e Danimarca sono su un trend positivo, si stanno cioè avvicinando sensibilmente agli obiettivi prefissati.

Ci sono grandi architetti che usano tecnologie ecosostenibili?

Alcuni si, ed è dimostrato anche da questo convegno sull’eco-efficienza. In particolare l’italiano che le usa di più e meglio è Mario Cucinella anche se il più conosciuto a livello internazionale è Renzo Piano. Cucinella ha avuto la possibilità di sperimentare in collaborazione con istituti di ricerca e questo ovviamente lo ha avvantaggiato di molto rispetto ad altri colleghi. A livello europeo ci sono Hopkins, Ford, Foster, Grimshaw.

Architetti che hanno fatto dell’integrazione con le tecnologie ecosostenibili, in particolare quelle bioclimatiche, un vero e proprio linguaggio. Il problema vero è capire fin dove rimane una scelta di linguaggio di architettura e fin dove invece l’edificio in fase operativa funziona veramente e crea il binomio benessere-risparmio. E veniamo al punto più dolente: quello dell’assenza di verifiche di monitoraggio che permettano effettive verifiche sull’edilizia costruita.

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