Edilizia pubblica del Comune di Padova

Nella formazione di un impianto urbanistico esiste un’unica regola: l’ascolto delle persone e l’ascolto dei luoghi. Come sarà l’edilizia pubblica a Padova.

Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere il luogo dove si
vorrebbe abitare? Certamente la vicinanza al posto di lavoro, la
presenza di servizi, ma anche un ambiente sereno con tanto verde,
senza rumore e poi una casa che non sprechi energia, poco costosa e
di facile manutenzione. Cioè esattamente il contrario di
quello che nella maggior parte dei casi oggi si costruisce.
Il compito della bioarchitettura è teso a trovare soluzioni
per la quotidianità mantenendo una visione di insieme e una
continuità tra il singolo individuo e il luogo.

Ai principì di una architettura ecologicamente consapevole e
connessa ai cicli della natura si richiamano alcune recenti
esperienze di edilizia pubblica del Comune di Padova.

Con la progettazione di 32 case a schiera in Via Pinelli e di 28
abitazioni, servizi commerciali e condominiali di Via Morandini, la
scelta è stata quella di non optare per soluzioni offerte
dalla nicchia di mercato sviluppata attorno alla bioedilizia, ma di
cercare di comprendere le ragioni e le finalità del
costruire biologico. Quindi stabilendo regole compositive e
requisiti tecnici per assicurare un ottimale standard abitativo e
qualitativo. Le principali caratteristiche che accomunano queste
realizzazioni sono:

  • Il trasferimento all’involucro dell’edificio delle funzioni
    degli impianti di riscaldamento e condizionamento: come la pelle
    umana, l’involucro deve svolgere una funzione termoregolatrice del
    microclima interno.
    Garantire condizioni ottimali di soleggiamento, di illuminazione
    naturale e di ventilazione.
    Realizzazione di sistemi di ventilazione delle fondazioni per
    evitare possibili risalite del gas radon e
    dell’umidità.
  • Progettazione degli impianti elettrici per la riduzione
    dell’inquinamento elettromagnetico: schema “a stella”,
    biodisgiuntore automatico, schermatura dei cavi delle zone letto e
    di scatole, prese ed interruttori, collegate con apposita linea
    separata al nodo equipotenziale e quindi al dispersore di
    terra.
  • Utilizzo di condotte dell’acqua potabile in acciaio inox o
    rame, per garantire le caratteristiche organolettiche e adozione di
    dispositivi per la riduzione dei consumi.

 

Tomaso Scotti

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