Editoria digitale: le nuove frontiere secondo Vidiemme

L’editoria al tempo di internet. Intervista a Diego D’Ambrosi, Managing Director Mobile Business di Vidiemme Consulting, società di servizi informatici.

Vidiemme Consulting è una
società italiana di sviluppo software e di servizi
informatici che, grazie ad anni di collaborazione con i principali
gruppi editoriali italiani e alle competenze sviluppate in ambito
di progetti web e mobile, è in grado di proporre la
soluzione migliore per portare in mobilità qualsiasi
contenuto.

LifeGate, in nome della sua vocazione ecosostenibile, ha
deciso di non stampare più la propria rivista di ecocultura,
LifeGate Magazine, ma di creare un’applicazione per iPad.

Per la realizzazione tecnologica dell’iMagazine LifeGate ha
deciso di rivolgersi a Vidiemme Consulting.

L’applicazione liquida realizzata, basandosi su template
studiati appositamente per LifeGate iMagazine, progettato per iPad,
e popolati da un CMS sviluppato ad hoc, offre una lettura
coinvolgente e interattiva.

 

Come sono destinate a cambiare le strategie di
distribuzione dei contenuti editoriali nell’era
digitale?

L’editore nell’era digitale si trova a dover definire una
strategia multicanale dove i contenuti editoriali sono distribuiti
non più solo sulla carta stampata, ma anche sul web, sul
cellulare, sui tablet. Questa strategia deve prevedere modelli
diversi che sfruttano le potenzialità proprie del mezzo e
non risolversi nel semplice trasferimento di un contenuto cartaceo
su più piattaforme. Vanno definiti formati, contenuti e
sistemi di revenue ad hoc per ogni mezzo di distribuzione
utilizzato.

Nella vostra esperienza di consulenti nell’editoria
digitale quali strategie editoriali avete
individuato?

Si possono riassumere in due macro-strategie. La prima
riguarda gli editori più tradizionali che devono gestire la
pubblicazione di uno stesso prodotto editoriale sia su supporto
cartaceo che digitale. In questo caso si preferiscono soluzioni che
trasformano un semplice pdf in un file che può essere
integrato in uno sfogliatore web, o in una applicazione mobile. Per
evitare la cannibalizzazione tra le diverse versioni, l’editore
dovrà agire sull’esclusività del contenuto digitale e
proporre una strategia di prezzo che tenga conto della
multicanalità. A livello di prodotto, andranno cioè
proposti degli approfondimenti alla versione cartacea attraverso
video, photo gallery, testi aggiuntivi, link, che facciano
percepire il valore differenziale della rivista fruita su web o
mobile. Per quanto riguarda il prezzo, la tendenza che abbiamo
osservato è quella di un graduale spostamento da logiche di
vendita basate sulla singola issue digitale a quelle ad abbonamento
multicanale. Le più premianti, infatti, sembrerebbero essere
le offerte bundle che propongono in pacchetto l’abbonamento
cartaceo e l’accesso digitale alla rivista, a fronte di una lieve
maggiorazione di costo. In questo modo entrambi i mezzi concorrono
nel trainare il consumo e si riduce il rischio di
sostituzione.

 

Ci sono poi editori che scelgono strategie più
innovative, abbandonando o escludendo il supporto cartaceo per
disegnare ex novo un contenuto che potremmo definire “nativo” per
il digitale. E’ questo il caso di riviste ideate appositamente per
la fruizione sui nuovi media o degli enhanced books che sfruttano a
pieno le potenzialità tecnologiche e di interazione dei
tablet. Anche LifeGate ha abbandonato la versione cartacea del
magazine per creare un prodotto nuovo, studiato per l’iPad.
L’applicazione iMagazine permette, infatti, un’esperienza di
sfoglio del tutto particolare, oltre alla fruizione di contenuti
multimediali, e una sezione dedicata alle news di aggiornamento in
tempo reale. In questo caso la politica di prezzo può
prescindere dalla multicanalità, ma deve comunque fare i
conti con la difficoltà di chiarire i modelli di revenue nel
complesso universo del mercato digitale.

 

Dati in nostro possesso affermano che dopo aver
scaricato 22,5 libri o riviste il supporto digitale diventa
conveniente dal punto di vista dell’impatto ambientale. Cosa ne
pensa?

Sembra plausibile, i meccanismi di produzione e distribuzione
tradizionale dell’editoria provocano una forte produzione di CO2
che l’online e i nuovi dispositivi mobili possono certamente
ridurre. Il digitale, pur non essendo a impatto zero, porta al
minimo questi consumi, grazie alla smaterializzazione della
produzione e della distribuzione, e si candida come nuovo baluardo
della ecosostenibilità ambientale.

In questo senso proprio LifeGate può essere considerata
un caso emblematico, visto che ha abbandonato completamente il
supporto cartaceo per la sua rivista iMagazine con l’obiettivo di
ridurre del 97% i consumi ambientali della rivista.

 

Il digitale influisce anche sulla catena di
intermediazione, come cambiano i rapporti tra scrittore, editore e
consumatore?

Per rispondere a questa domanda è opportuno riflettere
sul diverso ruolo dell’editore nel modello dell’editoria classica e
in quello dell’e-publishing.

Il processo classico di intermediazione vede l’editore come
collettore e giudice del prodotto editoriale, punto di riferimento
da un lato per lo scrittore che ricerca un supporto finanziario e
consulenziale, e dall’altro per il consumatore, quale garante
dell’autorialità del libro.

L’era digitale, invece, rende possibili nuovi scenari dove il
rapporto tra scrittore e utente finale si fa diretto, eludendo
l’intermediazione del publisher.

Facciamo un esempio. Come deve comportarsi chi vuole
pubblicare un libro?

Oggi chi vuole pubblicare un libro non è costretto a
trovare un editore, ma può usufruire di portali online
specializzati, che spesso non richiedono nemmeno una percentuale
sulle vendite.

Questi siti funzionano da collettori e distributori delle
opere editoriali facendo da intermediari con il consumatore finale.
Il processo di pubblicazione subisce quindi un accorciamento e una
democratizzazione.

Questo non per forza si trasforma in una perdita di
qualità del prodotto o di credibilità del
settore:è la rete stessa a selezionare e filtrare le opere
più rilevanti, sfruttando i meccanismi social propri dei
media digitali.

Non solo il web ma anche il mobile offre nuove
possibilità agli scrittori. Vidiemme, per esempio ha
realizzato l’applicazione per iPhone e iPad dell’audio romanzo
“Stanza Scirocco”, autoprodotto dagli autori Basilio Santoro e
Eleonora Mazzola. A fronte di un contenuto investimento iniziale i
due autori hanno ottenuto una fortissima diffusione delle prime
puntate del romanzo, scaricabili gratuitamente in-app, e stanno ora
capitalizzando sulle nuove uscite a pagamento, potendo contare su
una base di utenza fidelizzata.

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