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Effetto buio: intervista a Johann Feichter

L’effetto buio dipende del tutto dall’inquinamento dell’aria. Questa la conclusione degli studiosi del fenomeno. Johann Feichter, scienziato del Max Planck Institut, ci spiega cos’è.

Abbiamo intervistato lo scienziato Johann Feichter. Con
un’équipe di collaboratori studia al Max Planck Institut di
Amburgo l’effetto buio. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste
scientifiche internazionali riguardo gli aspetti di questo
“fenomeno”.

Da quanto tempo gli scienziato si occupano dell’effetto
buio?
Da 20 anni, le misurazioni sono iniziate negli
anni ’60.

In questi vent’anni è stato considerato un
argomento scottante?
Sì, ed è un mistero
che nella stampa non specializzata se ne parli soltanto adesso. Due
anni fa ho pubblicato, insieme a una scienziata della Columbia
University, degli studi secondo i quali gli aerosol presenti
nell’aria riducono l’irraggiamento solare del suolo. Gli aerosol
sono delle particelle minuscole, liquide o solide, che si formano
durante la combustione di qualsiasi materiale. Abbiamo evidenziato
che un minor irraggiamento solare, che corrisponde a una maggior
presenza di aerosol nell’aria, modifica l’intero bilancio
energetico del suolo. L’effetto è una minor evaporazione
dell’acqua e di conseguenza nelle zone con aria inquinata, tra
queste l’Europa e gli Usa, il suolo contiene più acqua,
nonostante la temperatura dell’aria si sia innalzata a causa
dell’effetto serra.

Sembra un paradosso.
Certo. Proprio su
questo paradosso è stato pubblicato ultimamente un commento
su “Nature”, e forse questo ha attirato l’interesse della stampa
non specializzata. Di fatto tra il 1960 e il 1990 abbiamo avuto una
considerevole riduzione dell’irraggiamento solare, sull’emisfero
nord dal 5 al 10%, è da considerare un tasso alto! Nel
frattempo abbiamo osservato che le misure antiinquinamento hanno
fatto effetto, perchè dalla metà degli anni Ottanta
in poi l’irraggiamento è migliorato nelle nostre zone. In
posti come la Cina e l’India, dove l’industrializzazione sta
provocando un enorme impatto sull’ambiente, si può osservare
un effetto buio talmente alto da provocare una riduzione della
fotosintesi e di conseguenza della crescità vegetale!

Quindi l’effetto buio è collegato direttamente
alle emissioni inquinanti?

Sì. Secondo i nostri calcoli il 25% del “global dimming”
è provocato dall’efetto serra e il 75% dagli aerosol,
cioè dall’inquinamento dell’aria.

Allora non ci sono dubbi sull’origine dell’effetto
buio?

No perchè le misurazioni e le tabelle combaciano del tutto
con le osservazioni.

In Europa si va verso un
miglioramento?
Sì, grazie a due fattori: le
leggi ambientali volte a ridurre l’inquinamento dell’aria e la
riduzione delle emissioni di zolfo. Un colpo forte, in positivo, lo
ha dato il crollo delle industrie del blocco sovietico negli anni
1980/90 con le loro altissime emissioni. Sta invece aumentando di
nuovo l’inquinamento da fuliggine, una sostanza molto nociva per la
salute.

Perchè in Italia come unico paese del
Mediterraneo i valori dell’effetto buio sono alti come in Germania
o Polonia?
La nuvola di inquinanti che si forma sopra
il centro Europa si sposta in direzione del Mediterraneo orientale,
poi attraversa il Mar Nero andando verso sud-est. In pratica
l’Italia del nord si trova su questo passaggio naturale della nube
formata da inquinanti.

L’effetto buio è più intenso nei centri
urbani che in campagna?
Non c’è differenza.
Resta il fatto che l’aria in campagna è sicuramente
più salubre che in città.

Che conseguenze si prevedono per l’effetto
buio?
Sono vari. Un irraggiamento solare minore fa
evaporare meno acqua dal suolo, quindi si forma meno vapore acqueo
e diminuiscono le piogge. Inoltre il suolo rimane più umido,
e assorbendo meno pioggia favorisce le inondazioni. Un altro
fattore riguarda l’effetto serra: negli ultimi 15 anni abbiamo
avuto i dieci anni più caldi da quando sono iniziate le
misurazioni. Siccome gli aerosol e con loro gli inquinanti
nell’aria sono diminuiti, fanno passare una maggior quantità
di raggi solari, quindi è probabile che l’effetto serra
colpisca sempre di più. Ma con questo non consiglio di
aumentare gli aerosol! Inoltre bisognerà studiare gli
effetti che hanno sul clima le emissioni, in fortissimo aumento,
delle megalopoli subtropicali. Non ne sappiamo ancora niente.

Secondo lei il protocollo di Kyoto è troppo
“soft”?

Certo, per molti motivi. Le discussioni in atto nei vari paesi sono
semplicemente ridicole perchè si sta cercando di annacquare
addiritura il minimo comune denominatore sul quale ci si è
accordati internazionalmente! Semplicemente non lo capisco.
Sappiamo tutti che il petrolio a basso costo sta finendo, che con
l’emergere della Cina la concorrenza intorno al petrolio
sarà sempre più spietata. Sarebbe veramente urgente
dare una svolta energetica al nostro sistema economico, ma non vedo
nessuna discussione pubblica seria al proposito. Ma ci sono anche
altri fattori: non sarà possibile in eterno che il 20% della
popolazione mondiale consumi l’80% delle risorse.

Rita
Imwinkelried

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