Traffico aereo e effetto serra: una consultazione pubblica

Il traffico aereo è responsabile del 5-6% del riscaldamento climatico.I gas rilasciati in volo hanno un effetto maggiore rispetto ai gas rilasciati a terra

Se il carburante degli aerei venisse tassato quanto la benzina, un volo oltreoceano costerebbe circa 800 euro in più, secondo un calcolo del WWF. Il costo di un volo per New York triplicherebbe, una misura difficilmente attuabile in un epoca di voli low cost. Nessun mezzo di trasporto ha conosciuto un incremento come l’aereo, soltanto nel 2004 il traffico aereo mondiale è cresciuto del 14%.

D’altra parte attuare delle misure diventa indispensabile, perchè il traffico aereo causa molti gas serra. Un volo andato e ritorno Londra/New York produce circa la stessa quantità di CO2 di una macchina di media cilindrata, che va secondo le normative europee, in un anno intero. I voli che percorrono distanze brevi risultano, in proporzione, ancora più inquinanti perché nella fase iniziale e finale del volo si liberano la maggior parte dei gas nocivi.

Dal 1990 al 2002 le emissioni di CO2 prodotte dagli aerei sono aumentate all’interno dell’Ue quasi del 70%! Il cherosene provoca anche l’emissione di altri due elementi molto problematici per il clima: vapore acqueo e ossido di azoto (NOx), quest’ultimo un gas che provoca la riduzione dello strato di ozono (in alto) e la formazione del gas ozono (in basso), un inquinante molto aggressivo che negli ultimi anni sta aumentando rapidamente. L’aumento di vapore acqueo in altitudini elevate invece provoca la formazione di un tipo di nuvole “fredde” che non fanno uscire i raggi del sole dall’atmosfera terrestre, incrementando così l’effetto serra.

L’effetto serra provocato dalla totalità delle emissioni del traffico aereo risulta da due a quattro volte più alto di quello provocato dalle sole emissioni di CO2! Inoltre i gas rilasciati a altezza volo hanno un effetto che danneggia tre volte di più di quelli rilasciati a altezza terra. Un ultimo numero: il traffico aereo è responsabile del 5-6% del riscaldamento climatico causato dalle attività dell’uomo, ma soltanto 6,5% della popolazione mondiale fa uso di questo tipo di spostamento.

A Bruxelles è in atto già da un po di tempo una consultazione, rivolta a tutti i cittadini, per trovare delle strategie su come procedere. Migliorare le tecnologie e renderle meno inquinanti è una strada da percorrere. Tassare il cherosene e far pagare l’inquinamento prodotto l’altra. Qualunque misure verranno prese, dovranno essere approvate dalla comunità internazionale.

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