Cosa ne sarà degli elefanti africani

Il primo ministro della Thailandia, Yingluck Shinawatra, ha dichiarato che il suo governo si impegnerà nella lotta al bracconaggio in difesa degli elefanti.

La Thailandia ha annunciato che non permetterà
più nessuna forma di commercio legale di avorio
.
La decisione è stata presa all’inaugurazione
di uno dei più importanti vertici per proteggere le specie in
via d’estinzione degli ultimi tempi, visto l’incremento del
fenomeno del bracconaggio in molti paesi africani dovuto alla
parallela crescita della domanda di oggetti in avorio in

Cina e altri paesi asiatici. La conferenza in
corso a Bangkok, capitale della Thailandia, vede la partecipazione
dei delegati di 178 paesi e i lavori andranno avanti fino al 14
marzo.

“Come prossimo passo riformeremo la
legislazione nazionale con l’obiettivo di porre fine al commercio
di avorio e allinearci con le normative internazionali. Questo ci
aiuterà a proteggere tutte le specie di elefanti, da quelli
africani a quelli tailandesi selvatici o domestici”, ha dichiarato il primo ministro
Shinawatra
.

Il Wwf aveva lanciato una petizione che ha raccolto un milione e mezzo di
firme di persone in tutto il mondo e per questo ha accolto la
notizia con grande soddisfazione.

Nel 1979 gli esemplari di elefante africano
erano 1,3 milioni, ma il bracconaggio li avrebbe ridotti fino agli
attuali 400mila. Solo nel 2012 sarebbero stati uccisi oltre 25mila
elefanti.

Oltre alla lotta al bracconaggio, gli altri obiettivi della
Cites (che
quest’anno celebra i 40 anni) sono la protezione degli orsi polari,
minacciati dallo scioglimento dei ghiacci e quindi dalla perdita di
habitat e la
difesa degli squali
, pescati senza limiti per le pinne.

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