Emergenza clima. The day after… il Protocollo di Kyoto

Emergenza clima: secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità mette già a rischio la salute e la vita delle persone.

L’ondata di gelo (fino a 30 gradi sottozero) che ha investito l’Europa dell’Est in queste settimane potrebbe essere solo l’ultimo degli eventi climatici estremi (caos meteorologico, ondate di calore torrido e gelo, alluvioni – anche in Italia) che si ritiene siano causati dalle emissioni di anidride carbonica nell’aria, da parte perlopiù dei paesi industrializzati.

L’emergenza clima mette a rischio anche le persone

Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il riscaldamento globale mette già a rischio la salute e la vita delle persone. In Europa le ondate di calore hanno provocato 35.000 morti nel 2003, mentre l’anno precedente 15 alluvioni gravi hanno colpito circa un milione di persone con un bilancio di circa 250 morti. Il cambiamento delle condizioni climatiche può inoltre alterare gli ecosistemi ed agevolare l’introduzione e la diffusione in Europa di nuove malattie.

Al Meeting di Exeter sono state presentate molte ricerche

Al meeting internazionale di Exeter, in Inghilterra, la prima settimana di febbraio, gli scienziati si sono riuniti per affrontare “la crisi dell’effetto serra e del riscaldamento globale”. Alcune ricerche:

  • Secondo Carol Turley del Plymouth Marine Laboratory, metà dell’anidride carbonica che emettiamo viene assorbita dagli oceani, che però potrebbero diventare per questo così acidi da dissolvere le conchiglie di molluschi, e di granchi e crostacei. Perché quando l’anidride carbonica si dissolve in acqua, si trasforma in acido carbonico, che danneggi la capacità degli esseri marini di costruirsi conchiglie e parti del corpo. “Questi cambiamenti geochimici sono altamente prevedibili. L’unica cosa incerta è la scala dei tempi” ha concluso la scienziata.
  • Uno scienziato israeliano ha previsto che le barriere coralline potrebbero iniziare a collassare in 30 anni da oggi.
  • Anche migliaia di specie di uccelli fronteggiano il rischio di estinzione, secondo John Lanchbery, capo della ricerca alla Royal Society for the Protection of Birds (“Non è una questione di “se” affrontare il riscaldamento globale. Ma “come” affrontarlo. Se abbiamo a cuore il nostro futuro, le provviste di acqua e cibo, la vita selvaggia”).
  • Uno scienziato nigeriano ha affermato che per milioni di persone in Africa, che già soffrono di povertà e malattie, la situazione peggiorerà se non si intraprendono azioni urgenti.

Il Rapporto del Pentagono.

Secondo un rapporto dell’Office of Net Assessment del Pentagono, segreto ma scoperto e pubblicato nel febbraio 2004 dal “The Observer”, nel mondo i cambiamenti climatici potrebbero portare milioni di morti per conflitti, povertà ed eventi catastrofici. Un imminente scenario di cambiamenti del clima è “plausibile e potrebbe compromettere la sicurezza del mondo in un modo che va immediatamente tenuto in considerazione”.

C’è un nesso tra guerre e riscaldamento globale?

A fine gennaio un allarme simile è stato dato da Steve Lonergan, direttore della sezione Allarmi e valutazioni di rischio dell’UNEP (il Programma Ambientale dell’ONU). E’ stato avviato uno studio mondiale sul nesso tra ambiente e guerra. Inquinamento, inondazioni, tempeste, desertificazione e innalzamento dei mari – l’effetto serra – innescano conflitti fra gruppi umani, in competizione per risorse sempre più scarse. “Con il cambiamento climatico – aveva dichiarato Lonergan – ci aspettiamo sempre più eventi estremi. Il riscaldamento globale causerà instabilità a livello mondiale, costringendo popolazioni a migrare verso altre aree, causando tensioni e conflitti”. “Già oggi la mancanza d’acqua è una causa sotterranea di conflitto tra Siria e Israele, e tra Israele e i Palestinesi. E problemi ambientali sono fattori d’ attriti politici in molte nazioni, dalla Repubblica democratica del Congo a Haiti”.

 

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