Emissioni di CO2. In Ue ridotte del 18%

Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente, le emissioni di CO2 sono ai livelli più bassi mai registrati dal 1990.

È soddisfatta Jacqueline McGlade, direttore esecutivo
dell’Aea
, alla presentazione del rapporto: “La riduzione delle
emissioni di gas serra è una buona notizia”. Naturalmente il
bicchiere è solo per metà mezzo pieno: “Tuttavia – ha
sottolineato – la riduzione, avuta in particolare nel 2011, è
stata in gran parte dovuta ad un inverno più caldo. Ciò
nonostante, l’Unione europea sta facendo chiari progressi verso i
suoi obiettivi di emissione”.

I numeri. I dati ufficiali, riportati dall’Ue alla
Convenzione
quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici
, parlano
di una riduzione delle emissioni di CO2 del 18,4% rispetto ai livelli del 1990, i valori
più bassi mai registrati. Incluendo il traffico aereo, si
raggiunge il 17%.

In particolare la CO2 è diminuita nel 2011, ultimo anno
analizzato, del 3,3% rispetto all’anno precedente. Dato dovuto in
parte all’inverno mite e alla minor domanda di riscaldamento. Per
avere i dati ufficiali fino al 2012 dovremmo però aspettare il
prossimo anno. Finora, grazie alle indicazione del sistema di
scambio di emissioni (ETS), i valori si attestano su di una
riduzione del 2,1%.

Nonostante la consistente riduzione, “c’è stato un aumento nel
consumo di carburanti come il carbone, mentre la produzione di
energia idroelettrica e il consumo di gas è diminuito”, ha
spiegato McGLade. “Se l’Europa vuole realizzare la transizione
verso una società a basse emissioni di carbonio, avrà
bisogno di significativi investimenti in tecnologia e
innovazione”.

Il ruolo della produzione di energia. Nonostante
il consumo di combustibili fossili sia diminuito del 5%, è
aumentato quello di combustibili solidi, quali carbone e lignite,
in aumento di quasi il 2%. Il gas naturale è sceso di quasi l’
11%, mentre l’utilizzo di biomasse è aumentato di meno di
1%.

Il consumo di energia da fonti rinnovabili ha avuto il secondo
più grande declino degli ultimi 21 anni in termini
percentuali, dovuto principalmente alla produzione di energia
idroelettrica notevolmente diminuita. L’eolico e il solare,
tuttavia, continuano la loro corsa, mentre il contributo di energia
nucleare è drasticamente diminuito grazie alla chiusura delle
centrali in Germania.

 

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