Enea ed IBM presentano un nuovo supercomputer

Un supercalcolatore che consentirà di affrontare temi di ricerca nei campi della fisica e della chimica, della dinamica dei fluidi, della bioinformatica e di “prevedere” le calamità naturali.

Si potranno, ad esempio, ridurre i tempi di elaborazione dei
modelli climatici, nell’ordine delle decine di volte. Allo stesso
modo si potranno ridurre enormemente i risultati delle simulazioni
dei disastri naturali, un elemento decisivo per offrire
rapidità di risposta in caso di calamità
naturali.

Le sue peculiarità non si limitano alla potenza e alla
velocità ma si estendono all’ottimizzazione degli spazi
fisici e all’efficienza energetica garantite dalle architetture IBM
Blade e dai nuovi processori Intel Xeon Quad-Core.

“La realizzazione di questa infrastruttura di calcolo, che si
inserisce nella Grid ENEA arricchendola per capacita’ di
elaborazione e flessibilità – afferma Silvio Migliori,
responsabile scientifico del progetto CRESCO (Centro Computazionale
di Ricerca sui Sistemi Complessi) – ci consentirà di
esplorare molteplici aree di ricerca dove la modellazione
matematica e il calcolo numerico intensivo consentono di effettuare
delle analisi altrimenti precluse con metodologie differenti”.

“Grazie al progetto CRESCO – afferma Maurizio Urbani, direttore
generale di ENEA – nasce nel Mezzogiorno d’Italia una rete a cui
potranno far capo i diversi poli di ricerca scientifica e
tecnologica del nostro Paese. Questo contribuirà a rendere
la ricerca e l’industria nazionale in grado di competere in ambito
europeo in settori vitali e di grande futuro come lo spazio, la
modellistica climatica, la simulazione di reti tecnologiche
complesse, la bioinformatica, il nucleare, i nuovi materiali”.

Rudi Bressa

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