Envisat, dal cielo la salvezza del pianeta

Grazie al satellite sar

Il saltellite europeo per il monitoraggio ambientale è in
orbita da qualche mese ad un’altezza di 800 chilometri dalla quale
sorveglierà la terra per fornire una serie di informazioni
sul clima e lo stato di salute del pianeta. Frutto di un progetto
dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Envisat (Environmental
satellite) è stato costruito anche con l’apporto
dell’industria italiana, in particolare, dell’Alenia Spazio.
Grazie a Envisat sarà possibile ottenere visione completa di
tutto l’ambiente in qualsiasi condizione metereologica, di giorno
come di notte, con o senza nuvole e per le rilevazioni altimetriche
(per esempio per misurare le maree).

Envisat ha una rilevante valenza politica perché rende
possibile il controllo di accordi internazionali sull’ambiente come
il protocollo di Kyoto.
I dati raccolti saranno fondamentali per comprendere meglio le
tendenze globali del clima e i suoi cambiamenti e consentiranno di
capire per tempo l’aumento e la regressione dei ghiacciai e
stabilire, con esattezza, l’influenza che essi avranno sui livelli
del mare.
Inoltre da Envisat si attendono elementi utili per capire e tenere
sotto controllo sia “El Nino” che gli effetti climatici ad esso
connessi, sui quali vi sono ancora molti interrogativi.

Della strumentazione in dotazione fondamentale per gli studi di
climatologia e meteorologia sarà il radiometro a microonde
per la studio dell’atmosfera, delle stratificazioni e delle
concentrazioni dei gas, anche di quelli presenti solamente in
tracce.
Un altro radar, l’Asar (Advanced Synthetic Aperture Radar)
fornirà immagini elettromagnetiche delle terre emerse, dei
ghiacciai e dei mari. Servirà a monitorare la superficie
marina, a individuare la presenza o la dispersione di petrolio
causata dagli insediamenti industriali e dagli incidenti a navi
cisterna e petroliere e, ancora, a individuare le aree soggette a
disboscamento. Ma sarà utilizzato anche per monitorare gli
incendi e per favorire la raccolta di dati utili alla previsione
delle alluvioni e dei fenomeni vulcanici, la misura della
subsidenza e, nel campo della pesca, per la misurazione della
clorofilla nel mare (che è indice della presenza di
fitoplancton di cui si nutrono i pesci).

Le informazioni raccolte sono trasmesse a terra ai centri
dell’Agenzia spaziale europea a Frascati (Esrin), alle isole
Svalbard in Norvegia e a Kiruna-Salmijarvi in Svezia.

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