Erbe che conciliano il sonno

Le piante medicinali sono in grado di favorire un riposo naturale e ristoratore, senza sonnolenza residua la mattina seguente. Ecco quali sono.

I disturbi del sonno possono precedere ed annunciare l’instaurarsi di vere patologie e come tali non vanno esclusivamente soppressi, ricorrendo all’uso massiccio di psicofarmaci, ma indagati per spezzare e curare gli squilibri che li hanno creati.

Conciliare il sonno con le piante officinali

Le piante medicinali agiscono sull’organismo equilibrando i processi vitali. Quando la difficoltà a prendere sonno dipende dall‘ansia e dall’agitazione diurna, si può acquistare dall’erborista una tisana di tiglio (30 g), melissa (30 g) e fiori d’arancio (40 g). Il consiglio è di non assumerlo solo dieci minuti prima di andare a dormire, bensì di prenderne una tazza anche a fine pomeriggio, ripetendo la somministrazione dopo cena.

valeriana, sonno, dormire
I fiori della valeriana, un classico per conciliare il sonno.

Nei casi di insonnia vera e propria, prima di coricarsi la sera si può prendere, oltre alla tisana anche della valeriana, preferibilmente in compresse o gocce, dato lo sgradevole sapore di questa pianta. Nell’uso della valeriana è consigliabile diffidare delle dosi elevate e limitare l’uso a 10 giorni, con intervalli di 2-3 settimane.

Escolzia

L’escolzia è la pianta-rimedio per eccellenza del sogno ansioso, con risvegli notturni dopo la fase REM, tipica conseguenza di un surmenage intellettivo. Nella donna in peri e post menopausa, invece, il luppolo aiuta in caso di sogni angoscianti sui quali si innescano le vampate di calore. Attenzione a non superare le dosi di assunzione, per il pericolo di nausee.

camomilla, sonno
La camomilla rilassa lo stomaco e aiuta a prendere sonno.

Camomilla

La camomilla, tanto raccomandata da mamme e nonne, esercita un’azione rilassante su stomaco e intestino, piuttosto che sul sistema nervoso centrale. Va però sottolineato che in questi casi il valore rituale ha spesso una funzione maggiore rispetto al principio attivo, e quindi ben vengano i capolini fioriti di questa Asteracea, tanto cara alle vecchie generazioni.

 

 

a cura di Anna Paioncini

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