Esperimenti di gusto

Avere bambini permette ai genitori di fare esperimenti e variare anche la propria alimentazione.

Esperimenti di gusto, ma ciò non significa che possa consumare qualsiasi cibo;
d’altronde nemmeno un adulto può farlo, se vuole nutrirsi in
modo corretto.

In realtà avere a che fare con un bambino piccolo offre ai
genitori l’opportunità di rivedere le proprie abitudini
alimentari e di correggere gli errori più comuni. Da questa
età in poi un’alimentazione variata e senza particolari
esclusioni può avere anche un significato educativo.

La libera variabilità qualitativa e quantitativa nella
scelta dei cibi è auspicabile, ricordando che il modo di
nutrirsi è sempre frutto di un percorso individuale.

Dal primo al terzo anno di vita è sempre la
gradualità al centro dell’evoluzione alimentare del bambino.
I nuovi alimenti devono essere proposti uno alla volta, per
verificarne sia la gradibilità sia la tollerabilità.
La presentazione di nuovi alimenti dovrebbe mirare, più che
alla novità, ad ampliare la scelta e a diversificare il menu
quotidiano.

L’ingresso all’asilo segna una svolta decisa in campo alimentare.
Il cibo diventa opportunità di socializzazione e la
refezione, della scuola materna prima e di quella elementare poi,
un importante luogo di confronto a partire dal gusto. In compagnia
dei coetanei, i bambini inappetenti possono trasformarsi e mangiare
di tutto: i genitori devono rallegrarsene e non commettere l’errore
di insistere perché facciano lo stesso anche a casa.

Per quanto concerne la quota calorica giornaliera, è
sufficiente controllarla solo in presenza di determinate
condizioni, ad esempio nei bambini che non crescono o crescono
poco, eccessivamente magri o grassi, con disturbi digestivi,
diabete, e così via.
In circostanze normali, esiste un ampio margine nel consumo
calorico giornaliero, senza per questo incorrere in alcun
inconveniente.

Giulia Fulghesu
Psicologa e dietista

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