“Espressione primitiva”… per tutti

Una forma di danza semplice e ritmata, ispirata all’ancestrale rapporto tra l’uomo e il movimento del corpo, con funzioni terapeutiche in grado di migliorare la relazione con se stessi e con gli altri.

Nata dalle suggestioni di un coreografo delle Antille, Herns Duplan
e perfezionata dagli interventi della psicoterapeuta francese
France Schott-Billmann, l’Espressione primitiva rappresenta una
sintesi significativa tra il valore antropologico della danza e la
sua applicazione al moderno contesto socio-culturale. Ispirata da
forme di danza collettive e da rituali tradizionali che hanno
radici nella varie culture del mondo e nel legame archetipico
uomo/natura.

Non esiste forma sociale umana che non abbia prodotto forme di
danza o di ritualizazioni tramite il movimento. L’espressione
primitiva, attraverso il movimento ritmico e l’uso della voce, apre
una strada verso le emozioni più nascoste in noi,
conducendole all’espressione. Movimento fisico, voce e percussioni
contengono un universo simbolico ancora valido, che risuona in noi
molto più delle moderne teorie scientifiche e
tecnologiche.

Il corpo così diventa un tempio, luogo da cui partire per
scoprire, incontrare e apprendere. Attraverso gesti simmetrici
ripetuti e accompagnati dalle voci si ripercorrono in gruppo gli
eventi che hanno caratterizzato da sempre la vita umana:
corteggiamento e lotta, semina e raccolto, nascita e morte,
vittoria e sconfitta e così via.

L’espressione primitiva utilizza la suggestione del gioco e della
festa e lo fa “con arte”, legando semplicità e bellezza,
emozione e consapevolezza. Si arriva così a una forma di
comunicazione non verbale che integra mente e corpo, consolidando
il senso di appartenenza e d’integrità nel rapporto
uomo-natura. Il gioco di rimbalzi tra collettivo e individuale, la
sincronia dei suoni e la simmetria dei movimenti ci riportano verso
quell’essere primitivo che non conosce la separazione fra l’Io e la
società, tra l’oggetto e il soggetto. Da qui la sensazione
di benessere che accompagna il praticante durante il corso.

L’espressione primitiva non ha come obiettivo l’acquisizione di
abilità fisica, ma tende a ristabilire una fluidità
fisico-mentale in cui il corpo è disponibile a dare e
ricevere.
Le tecniche usate, in realtà, sono solo un pretesto per
svelare la ricchezza che “ci abita”. Quella potenzialità
espressiva e di comunicazione che sfugge all’apprendimento
puramente razionale e alla codificazione solo estetica.

Francesco Aleo

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