Essere voce

“Dalla voce si vedono le parole non parole del corpo e si comprende il perché della voce” si legge in questo libro.

La sentiamo, la usiamo, ma quasi mai ci fermiamo a riflettere
su che cos’è e su come ci distingue. Parla anche quando il
nostro corpo non lo fa, comunica qualcosa di noi, ci dà
fiducia, ma ci può tradire. “Dalla voce si vedono le
parole non parole del corpo e si comprende il
perché della voce” si legge in questo libro.

La riflessione parte dalla pratica e dalle teorie vocali di
Demetrio Stratos, cantante di origine greca, fondatore degli Area,
studioso del suono e capace di differenti e molteplici utilizzi
della voce. Stratos riscoprì la vocalità della
primitività, quella slegata dalla parola e dalla logica
razionale e approfondì lo studio della voce come strumento.
Partendo dall’approccio dell’artista si possono intraprendere
percorsi di formazione e di relazione e infatti questo libro vuole
trasporre sul piano educativo l’opera artistica di Stratos.

L’approccio può essere multidisciplinare: artistico,
linguistico, medico. La prospettiva che questo libro intende
seguire è quella pedagogico-formativa, per sondare la anche
comunicazione non verbale e per dimostrare come esista una
vocalità del corpo, cioè come la voce, diventando
suono definisce il soggetto e il suo legame con il contesto.
Pensiamoci, i bambini esplorano suoni e usano moltissimi muscoli
della faccia. Osano, senza saperlo: fanno tutto ciò che gli
adulti hanno rimosso e dimenticato, o peggio, accettato
passivamente.

 

Un libro per gli educatori, per gli insegnanti, ma anche per
chi vuole capire qualcosa in più sul dono della voce, quello
che spesso viene scambiato per determinato, e che invece ci
appartiene e ci forma, ma soprattutto definisce le nostre
esperienze.

 

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