“Etichettate le pompe di benzina, come le sigarette”

I distributori di benzina potrebbero essere etichettati con avvisi per dissuaderne dall’uso. E’ una della proposte fatte a Exeter, il meeting britannico sulla crisi del clima. Le previsioni degli scienziati.

Anche sulle pompe di benzina potremmo presto vedere, come sui
pacchetti di sigarette, grandi avvisi che ne sconsigliano l’uso.
Tipo “non usare l’automobile”, “non fare troppi chilometri”,
“consuma meno benzina”. E’ una delle proposte lanciate, in
Inghilterra, al meeting di Exeter sul
cambiamento climatico
. Su grandi adesivi potrebbero
essere lanciati messaggi quali “usare la macchina nuoce
all’ambiente, al clima e, per via dello smog, alla salute”.
Chissà.

A Exeter, in Inghilterra, gli scienziati fanno il punto sulle
ricerche e la crisi sul
clima
. Si sta
discutendo
su tre interrogativi
principali:
– Con differenti livelli di cambiamento delle temperature, quale
sarà l’impatto nelle diverse regioni, e nel mondo
intero?
– Quali misure di riduzione delle emissioni di anidride carbonica
devono essere prese?
– Quali opzioni tecnologiche per raggiungere l’obiettivo di
stabilizzare i gas a effetto serra, tenendo conto dei costi e delle
alternative?

In attesa delle risposte, diamo una scorsa ad alcune
ricerche.

Secondo la dott.ssa Carol Turley del Plymouth Marine Laboratory,
metà dell’anidride carbonica che emettiamo viene assorbita
dagli oceani, che però potrebbero diventare per questo
così acidi da dissolvere le conchiglie di molluschi, e di
granchi e crostacei. Perché quando l’anidride carbonica si
disolve in acqua, si trasforma in acido carbonico, che danneggi la
capacità degli esseri marini di costruirsi conchiglie e
parti del corpo. “Questi cambiamenti geochimici sono altamente
prevedibili. L’unica cosa incerta è la scala dei tempi” ha
concluso la scienziata.

Uno scienziato israeliano ha previsto che le barriere coralline
potrebbero iniziare a collassare in 30 anni da oggi.

Anche migliaia di specie di uccelli hanno davanti il rischio di
estinzione, secondo John Lanchbery, capo della ricerca alla Royal
Society for the Protection of Birds.

Uno scienziato nigeriano ha affermato che per milioni di persone
in Africa, che già soffrono di povertà e malattie, la
situazione peggiorerà se non si intraprendono azioni
urgenti.

“Non è una questione di “se” affrontare il riscaldamento
globale – ha dichiarato uno degli scienziati – ma “come”
affrontarlo. Se abbiamo a cuore il nostro futuro, le provviste di
acqua e cibo, la vita selvaggia”.

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