Europa: votato il prezzo per inquinare

Il prezzo conferisce valore: questo il pensiero alla base della realizzazione di una borsa per acquistare quote di emissione di carbonio, votata il 2 luglio al Parlamento europeo.

Nei paesi dell’Unione Europea a partire da gennaio 2005
entrerà in vigore un sistema che stabilisce un prezzo per le
quantità di ossido carbonio emesse nell’atmosfera. Per poter
conoscere quanto si produce di questo gas inquinante sarà
necessario organizzare un monitoraggio continuo delle emissioni. La
singola azienda paga in rapporto a quello che inquina e quindi tra
poco agli imprenditori converrà, nel vero senso della
parola, pensare di più all’ambiente e ridurre le emissioni
di gas inquinanti. La decisione di adottare questo tipo di
provvedimento è già stata presa in passato, ma il 2
di luglio passato sono state votate le regole secondo le quali si
dovrà procedere. “Significa dare vita alle direttive del
protocollo di Kyoto, mettendoci dei contenuti” commenta Margot
Wallstroem, commissario europea dell’ambiente.

In pratica circa 10mila fabbriche europee tra le più
inquinanti (tra questi i cementifici) potranno acquistare delle
quote di emissione che le conferiscono il diritto di rilasciare in
aria una quantità stabilita di monossido di carbonio. Chi
supera questa quantità dovrà acquistare delle quote
dalle fabbriche che emettono meno di quello che potrebbero e non
sfruttano del tutto le proprie quote. Per chi non si attiene a
queste regole e inquina senza essere in possesso delle quote
necessarie, ci saranno delle multe salate.
I singoli stati dell’Unione Europea dovranno entro primavera
prossima preparare un piano nazionale di allocazione e farlo
pervenire a Bruxelles per l’approvazione. Ogni stato potrà
acquistare una quantità relativa alle emissioni totali
consentite, considerando la riduzione pattuita secondo il
protocollo di Kyoto. Quindi c’è da aspettarsi da parte delle
aziende una corsa per ottenere più quote possibili, per chi
vuole inquinare o per chi vuole approfittarsene nel rivenderle ad
altre aziende.
Verranno vendute quote, a partire dal gennaio 2005, per circa 5
miliardi di Euro, soldi che saranno utilizzati per riparare agli
effetti dell’inquinamento.

Rita
Imwinkelried

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