Expo 2015

Expo “verde”: istruzioni per l’uso

Come di certo saprete, Milano, nel 2015, ospiterà Expo, l’esposizione universale. Protagonista sarà la sostenibilità, come lo era stata a Expo 2008.

Basta domandare a chi ne ha già organizzata una.
Parliamo della Expo Internazionale del 2008, tenutasi dal 14 giugno
al 14 settembre a Saragozza, in Spagna, sul tema “L’acqua come
elemento di sviluppo sostenibile”.

Francisco Pellicer Corellano, il direttore scientifico
dell’evento, fa un primo bilancio. Tra i maggiori fattori di
successo, il coinvolgimento di tutta la cittadinanza nella
preparazione dell’evento, il buon rapporto tra cittadini e
istituzioni e l’attenzione all’ambiente, la coerenza con cui il
tema dell’Expo è stato trattato.

Ne è un esempio il programma per le buone pratiche di
gestione dell’acqua e dell’energia, Eco-Fluvi – dal nome della
mascotte dell’Expo – che ha coinvolto gli esercizi commerciali
della città ed in particolare alberghi e bar.
I negozianti hanno partecipato ad un corso di formazione al termine
del quale hanno ricevuto un attestato che certificava la
sostenibilità del loro punto vendita.

Sono stati coinvolti anche i visitatori. Il biglietto
d’ingresso, ad esempio, valeva come una sorta di “tessera punti”:
le buone pratiche ambientali ne facevano guadagnare, quelle cattive
ne facevano perdere.
Gli shopper in biopolimero, completamente biodegradabile, ed i
bicchieri in bioplastica, con il logo di Fluvi, venduti durante
l’Expo, sono stati altri strumenti di sensibilizzazione.

Secondo i dati forniti da Corellano, il 70% circa degli abitanti
di Saragozza, dopo l’esperienza dell’Expo ha adottato comportamenti
sostenibili.

Infine, El Faro. Si tratta di un padiglione che riuniva sotto di
sé circa 350 ONG provenienti da tutto il mondo, costruito in
fango e mattoni crudi, bioclimatico e completamente
riciclabile.

Anche se la portata dell’Expo spagnola è diversa da
quella che ci si aspetta per una Expo Universale (solo 3 mesi di
esposizione anziché 6 e solo 5 milioni di visitatori
anziché i 30 milioni attesi a Milano), può rivelarsi
un ottimo punto da cui partire.

Questa è stata anche la considerazione di circa 40
professionisti milanesi, appartenenti a diversi settori e
associazioni – dall’ambientalismo al turismo, dall’educazione, alla
comunicazione, all’impresa – che si sono recati a Saragozza per
ottenere spunti e idee, capire quali esperienze si possono
replicare anche a Milano.

I loro appunti di viaggio sono diventati un libro, L’Expo che
sogniamo, pubblicato grazie all?Associazione Milano Bella da Vivere
e alla Fondazione Europa Civiltà.

Chiara Boracchi

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