Facciamo la nanna, insonnia infantile

Una persona su tre soffre di insonnia, questo disturbo sembra derivare da errate abitudini contratte nei primi mesi di vita.

L’insonnia, stando a recenti ricerche, deriverebbe solo in parte
dallo stress: a dormire bene si impara quando siamo bambini, dai
nostri genitori o dalle persone che ci accudiscono.

Secondo il dottor Eduard Estivill, che dirige a Barcellona un noto
centro in cui vengono trattati i disturbi del sonno, chi ha
sofferto di insonnia da piccolo continuerà ad avere problemi
anche da adulto, magari sotto forma di sonnambulismo, incubi, e
risvegli frequenti.

Ecco allora l’importanza di alcune piccole regole, da applicare fin
dai primi mesi di vita del piccolo.
Tenendo conto che un lattante si sveglia naturalmente dalle cinque
alle otto volte per notte, quando ciò accade si aspetta di
trovare la stessa situazione che ha percepito prima di
addormentarsi.
Di conseguenza le cose da non fare per farlo addormentare sono:

  • dondolarlo e cullarlo tra le braccia
  • rimanere con lui fino a che non si è
    addormentato
  • metterlo nel letto grande
  • fargli fare un giro in macchina

Al risveglio infatti non riuscirà a prendere sonno senza
prima cercare di ricreare quella data situazione, per la
disperazione di quell’esercito di mamme e papà forzatamente
insonni, impegnati nell’ardua impresa di far riaddormentare il
piccolo.

E’ invece importante adottare un piacevole rituale della sera, che
preveda coccole, parole dolci e lo aiuti a rilassarsi, ma che lo
faccia arrivare sveglio alla culla o al lettino, in modo che impari
a conciliarsi il sonno da solo, senza aiuti esterni. Saranno utili
invece gli oggetti cari, come l’orsetto preferito, la copertina,
l’eventuale cicciotto, che saranno lì a rassicurarlo anche
durante i brevi risvegli.

Altro accorgimento da adottare quando facciamo dormire il piccolo
di giorno è di far filtrare luce nella sua stanza,
così come i rumori: questo aiuterebbe il piccolo a capire la
differenza con il silenzio e il buio della notte e ad imparare a
distinguere la veglia dal sonno.

Anna Paioncini

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