Fair Trade: parla Vandana Shiva

A Cancun, Fair Trade la fiera del commercio equo e solidale fa da contraltare al vertice ufficiale. Anche due testimonial d’eccezione: Vandana Shiva e Rigoberta Menchu

Un mercato parallelo aperto per oltre 5 milioni di piccoli
produttori in Africa, Asia e America Latina, una vendita globale di
prodotti che ha toccato nel 2002 i 400 milioni di dollari, 30
milioni di dollari di reddito in piu’ nelle tasche di produttori e
lavoratori del sud del mondo, 250 milioni di dollari di prodotti
comprati dagli scaffali dei negozi tradizionali. Il commercio equo
e solidale mondiale lancia da Cancun una sfida al Wto: e’ possibile
aprire nuovi mercati solo a partire dal diritto di tutti i popoli a
un salario giusto e alla sovranita’ alimentare.

All’interno della Feria Mexicana di Cancun, la Fair Trade Fair,
prima Fiera internazionale del commercio equo affida il proprio
messaggio a due testimonial d’eccezione: l’ecologista indiana
Vandana Shiva e il premio nobel Rigoberta Menchu.

“Un’esperienza attraverso la quale e’ possibile capire che le green
room del Wto servono a proteggere la dittatura delle grandi
corporations – ha attaccato Vandana Shiva – mentre solo il
commercio equo e’ capace di difendere i nostri agricoltori, le
nostre comunita’ e la biodiversità”.
Vandana Shiva lascia che siano i numeri a parlare: “mentre la
retorica del Wto afferma di voler offrire ai Paesi più
poveri occasioni di mercato, negli ultimi 5 anni gli utili degli
agricoltori del mio Paese si sono dimezzati. Le esportazioni di
Tè sono passate da 220 miliardi di chilogrammi a 120
miliardi di chilogrammi, mentre importiamo 3mila tonnellate di
prodotti agricoli in piu’.
Nelle esportazioni di semi oleosi abbiamo perso 25 miliardi di
rupie, nelle patate 50 miliardi, nel riso 300 miliardi, 300
miliardi nella farina. Da quando il Wto ha cominciato a imporre le
proprie regole – ha continuato Vandana Shiva – i prezzi dei
prodotti agricoli sono crollati”.

Da Cancun, fonte campagnawto.splinder.it

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