FAO, nessun segnale di crisi

Il 24 settembre si è tenuto a Roma il vertice straordinario della FAO, convocato in seguito agli improvvisi rialzi dei prezzi di cereali.

Il 24 settembre si è tenuto a Roma il vertice straordinario
della FAO, convocato in seguito agli improvvisi rialzi dei prezzi
di cereali. Gli esperti provenienti da 75 paesi hanno concluso che,
nonostante la situazione non sia per nulla positiva, non sussistono
segnali per temere una crisi alimentare come quella vissuta nel
2008. I delegati hanno anche proposto di adottare nuove misure per
controllare la volatilità dei prezzi e gestire i rischi che
ne derivano.

Nel documento finale del vertice, si legge che gli aumenti
improvvisi dei prezzi sono “una grande minaccia per la sicurezza
alimentare” assicurando un impegno maggiore per eliminarne le
cause. Tali raccomandazioni giungono dopo che un rapporto ha
mostrato che il prezzo internazionale del grano è salito del
60-80 per cento da luglio a oggi mentre quello del mais del 40 per
cento.

 

“La domanda e l’offerta di cereali sembrano ancora
sufficientemente in equilibrio. Le cause principali che hanno
portato all’escalation dei prezzi mondiali vanno ricercate negli
imprevisti avutisi nella fase del raccolto in alcuni grandi paesi
esportatori (come la Russia, ndr) seguita da politiche
speculative e non nei fondamenti del mercato globale” prosegue il
rapporto.

 

L’incremento del prezzo dei cereali è stato
riscontrato, in particolare, nel gruppo di paesi denominato LIFDC,
Low Income Food Deficit, al quale appartengono Afghanistan
(incremento medio dei prezzi pari al 24 per cento), Mongolia (23
per cento), Tagikistan (22 per cento), Bangladesh (21 per cento),
Kirghizistan (19 per cento) e Pakistan (8 per cento registrato
nella sola prima settimana di settembre).

 

In America latina, invece, i prezzi sono rimasti
sostanzialmente stabili.

 

Caso a parte risulta essere il Mozambico dove è stato
registrato un aumento del prezzo del pane pari al 30 per cento, poi
calmierato dal governo in seguito ai gravi disordini avutisi tra la
popolazione civile.

 

A conclusione del vertice, i portavoce dei paesi membri della
FAO hanno precisato che si asterranno dall’adottare misure in
contrasto con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio
(WTO) esprimendo, nel contempo, la propria vicinanza verso le
popolazioni dei paesi dell’Europa orientale (Russia, Ucraina)
colpiti da disastri naturali, come siccità e incendi
devastanti, dovuti alle conseguenze del riscaldamento
globale.

Articoli correlati