Far male alla natura ci fa male

La psicologia sta cominciando a riconoscere e a studiare la correlazione tra alienazione dall’ambiente naturale e malessere psichico.

Se è vero che l’ambiente ecologico è concepito come “
un insieme di strutture chiuse l’una nell’altra” simile a una serie
di bambole russe, a livello interno non può non esserci una
stretta interazione tra l’individuo e l’ecosistema. Quando l’uomo
manomette gli equilibri che la natura ha progettato si innesca,
inevitabilmente, una serie di processi che finiscono col
destrutturare anche gli equilibri psicologici.

Esistono prove di differenze rilevanti nel comportamento di bambini
e adulti in contesti di vita urbana rispetto ad habitat più
naturali. Questi comportamenti indicano che la capacità
psicologica di adattamento tra l’organismo e ciò che lo
circonda è nettamente superiore nel secondo caso laddove i
modernismi e la tecnologia sono pressoché assenti.

Volendo fare un altro esempio, l’incidenza statistica della
malattie psichiche è in forte aumento proprio nei paesi dove
il contratto naturale viene sempre meno; si parla di paesi
occidentali e in particolare delle grandi concentrazioni urbane,
dove i ritmi di vita e il malessere ecologico rivestono una
presenza importante.

E’ chiaro che la causa del malessere…

E’ chiaro che la causa del malessere non è solo la
snaturalizzazione dell’individuo dal suo ambiente naturale, ma essa
svolge una forte influenza negativa a livello emotivo e affettivo.
Ora che la natura e l’uomo rischiano di rompere il loro contratto
il “matricidio” è sempre più vicino a meno che la
consapevolezza e il buon senso acquistino un ruolo più forte
nella società soprattutto a livello comunitario.

A questo proposito, Michel Serres, saggista francese contemporaneo,
ipotizza la necessità di andare oltre i saperi, creando un
lavoro di connessione che rompa “gli steccati eretti dalla nostra
stupidità” i quali hanno creato invidie e inevitabili
competizioni nelle varie discipline.

Lavorare sull’ambiente favorendo migliori contesti psicofisici
significa creare nuove regole e maggior pluralismo dei sistemi
socio-educativi, passando da una società basata sulla
produzione ad una più strettamente basata sulla
comunicazione e sulla trasmissione dei messaggi educativi. Un
ambientalista americano, Dave Foreman , sostiene che per aiutare la
Terra è necessario “aprire l’anima all’amore per questo
glorioso, lussureggiante, animato pianeta”.

Gian Marco
Gregori

psicologo

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