Feist – Look at what the light did now

Non un concerto, ma un documentario sulla realizzazione di The Reminder. La colonna sonora di Leslie Feist, che diventa un disco: Look at what the light did now.

Look at what the light did now

Istruzioni per un uso soddisfacente: in primis la cosa forse più facile, e cioè occorre amare indiscutibilmente questa bravissima cantante canadese, residente a Parigi e proveniente dall’universo indie del giro Broken Social Scene, portata all’attenzione qualche anno fa da un brano accattivante (Mushaboom) e successivamente catapultata nel mainstream dopo che un’altra canzone (1,2,3,4) è stata scelta per fare da commento musicale a un commercial dell’iPod nano. Occorre amare le sue canzoni, il suo stile, il suo approccio.

In caso contrario, l’autoindulgenza del documentario che vedrete vi
potrebbe risultare perfino insopportabile. Superato questo step,
è necessario essere curiosi per ciò che muove, dal di
dentro, un’artista come lei verso la realizzazione di un sogno: dal
primo pensiero, cioè concepire un album (The Reminder, 2007)
che risulterà poi meritatamente fortunato, a condividerne le
sorti, accudirlo, portarlo in giro, idealizzarlo all’ennesima
potenza espandendone il potenziale creativo nella dimensione live,
maniacalmente programmata. Chi si aspetta quindi di assistere a un
documento live di Feist al completo è preferibile che si
astenga, almeno per questa volta: sono solamente 5, infatti, i
brani proposti in tale dimensione.

La videocamera ci propone invece un percorso decisamente più
affascinante e originale facendoci seguire Leslie, attraverso le
sue confidenze e i filmati in flashback, in tutte le fasi del
processo creativo e realizzativo dell’album, entrando nel merito di
ogni piccolo dettaglio, videoclip compresi (tutti presenti anche
nella versione editata), così come nelle geniali soluzioni
di visual art concepite con grande accuratezza e rappresentate da
semplici, affascinanti ed efficaci ombre cinesi. In questa
dimensione di complicità, il godimento è assoluto e
l’operazione si rivela tutt’altro che l’ennesimo supporto
disponibile per un cross selling dopo l’acquisto di un disco.

Oltre al documentario, molto interessanti sono anche le performance
segrete al Living Lantern di Toronto, il rap con l’amico Chilly
Gonzales (determinante nella realizzazione del lavoro) e i due
“corti” diretti da Kevin Drew e Anthony Seck. La full immersion
nell’universo-Feist prosegue piacevolmente anche nel cd audio che
completa la confezione: a fianco dei 13 brani tratti dalla colonna
sonora, qualche spiazzante sorpresa, come due belle versioni della
title track (un solo e un duetto) e alcune rivisitazioni al
pianoforte dei migliori brani dell’amica da parte di Gonzales.

Pier Angelo Cantù

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