Film. “La caccia è la sconfitta dell’uomo occidentale”

Sono all’avvio le riprese del film ‘A ferro e fuoco’, documentario sulla caccia della scrittrice e giornalista Margherita D’Amico. Guest star: Jane Goodall, l’etologa di fama mondiale resa celebre dai suoi studi sugli scimpanzé.

Jane Goodall è stata in Italia per il decimo anniversario della nascita della sede italiana del Jane Goodall Institute. Con l’occasione, la grande scienziata è stata coinvolta nel film-documentario “A ferro e fuoco” della scrittrice Margherita D’Amico, incentrato sulla violenza e la sopraffazione che muovono le attività dei cacciatori.

Modifiche come la cancellazione dei reati di bracconaggio, nomadismo venatorio e estensione della licenza di caccia ai minorenni, sono i temi che Jane Goodall ha evidenziato come asserviti alla “logica del denaro e dell’industria” censurandoli senza riserve. “La caccia è la sconfitta dell’uomo occidentale” ha sintetizzato l’etologa, opinione condivisa da Margherita D’Amico che, nel suo film-documentario, intende soffermarsi sull’analisi degli innumerevoli soprusi compiuti dai cacciatori, non solo nei confronti dei milioni di animali uccisi ogni anno, ma anche nei confronti della stragrande maggioranza dei cittadini che vorrebbe la chiusura definitiva della caccia.

“I problemi posti dalla caccia – spiega l’etologo ed editorialista Mainardi – sono sia etici, perché si tratta di uno svago che determina sofferenza di altri esseri viventi, sia ecologici, perché i danni causati dalla caccia si vanno a sommare agli altri fattori anch’essi causati dall’uomo, come la distruzione dell’habitat e l’inquinamento”.

Mainardi non nega che l’attività venatoria abbia accompagnato tutta la storia dell’umanità ma, aggiunge, “è anche vero che se in tempi antichissimi la caccia era paragonabile, per i suoi effetti, a un’attivita’ predatoria naturale, oggi questo aspetto è completamente venuto meno, rendendola anche per ciò totalmente anacronistica”.

Per il presidente onorario della Lipu “nemmeno la ‘caccia di selezione’, considerando gli effetti sulle popolazioni naturali e sugli equilibri generali dell’ambiente, può avvicinarsi alla raffinata salutare e insostituibile azione prodotta dai predatori naturali. L’educazione al rispetto dell’ambiente – conclude Mainardi – non può prescindere da questa consapevolezza”.

Sulle dichiarazioni dell’etologa Jane Goodall interviene anche Danilo Selvaggi, responsabile Rapporti istituzionali della Lipu: a suo giudizio “sono parole pesanti. Colpiscono soprattutto le sue considerazioni sulla sconfitta dell’uomo occidentale, che ha nelle varie forme di aggressione alla natura un’abitudine tremenda e in fondo autodistruttiva”.

Temi che saranno tutti evocati e analizzati da questo film-denuncia sulla caccia, forse il primo in Italia.

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