Filosofia naturopatica

La filosofia dei è quella di svolgere il duplice ruolo di terapisti e di educatori, per infondere una maggiore consapevolezza dei metodi terapeutici

La realtà della Naturopatia è legata alla
possibilità non solo di curare, ma anche di fare
cultura e filosofia.

Nel curare si riprendono, con la Naturopatia, schemi di
interpretazione della malattia e di risoluzione di essa per certi
versi antichi e tradizionali ma anche “ecologicamente” nuovi ed
adeguati alla armonia sia biologica che psitica della persona.

La Naturopatia ha la caratteristica di possedere un fondamento
metodologico,diagnostico e terapeudico totalmente autonomo e
complementare alla medicina allopatica (ufficiale). Il suo
approccio avviene tramite la cultura e la conoscenza delle medicine
naturali, comprese anche quelle tecniche e arti sanitarie d’ordine
più manuale, ed è verso il malato e non verso la
malattia !

Infatti, la Naturopatia si esprime come visione “cosmetologica”
dell’uomo. Se si considera la visione di ri-armonizzare la persona
secondo i suoi parametri naturali, evitando di “invadare”
l’organismo con sostanze ed interventi che possano migliorare da
una parte ma squilibrare dall’altra, e se si pone attenzione al
significato della parola “cosmo”, cioè ordine, ecco che la
funzione di guarigione come recupero e sviluppo dell’armonia
psicofisica ha è “cosmetica”, nel senso anche che
guarigione=bellezza armonica=sanità, scorgendo così
punti sempre più in comune con quella Medicina Estetica
seria e completa.

La Naturopatia, inoltre, si unisce sia culturalmente che
operativamente alla visione antropologica della Medicina
Psicosomatica. Si può dire che la Naturopatia è
un’espressione della Medicina Psicosomatica come visione unitaria
di Corpo e Mente, dell’uomo considerato come un unico evento
energetico, psichico e somatico.
Come la Medicina Psicosomatica riconosce nell’evento malattia la
metafora di un senso e di un progetto del Sé psicosomatico
dell’individuo, così si può vedere come
etimologicamente la parola Naturopatia derivi da “Pathos”
cioè sentire, percepire, e “Natura”, che deriva dal
participio futuro del verbo nascor.

Questo significa che il Naturopata, al di là della sua
preparazione culturale e qualifica professionale, cioè di
estrazione medica, o chiropratica, o di medicine naturali
complementari, o riflessuologica, osteopatica o quant’altro, ha una
grossa responsabilità nel rapporto clinico e psicosomatico
col paziente, in quanto ha una funzione ermeneutica-interpretativa
del senso della malattia come processo esistenziale, inserito nel
progetto personologico dell’individuo stesso.

Il terapeuta naturopata quindi, oltre alla sua preparazione
clinico-culturale di capire e conoscere il significato scientifico
delle malattie, deve individuare il “senso” delle stesse
nell’evenienza singola e irripetibile nel processo progettuale
dell’esistenza di ogni singolo paziente.

Alberto Ugo Caddeo
medico omeopata

 

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