Diritti umani

Flash per il Tibet

Le parole di Richard Perle, Nancy Pelosi, Mikhail Gorbaciov, Nicolas Sarkozy, Loris Capirossi, Rama Yade, in occasione delle Olimpiadi cinesi, in favore del Tibet.

Rama Yade, segretario di Stato
francese Droits de l’omme: “e la Cina non si assumerà la
sfida dei diritti umani, i Giochi saranno simboleggiati dai fatti
in Tibet”
re condizioni sono
indispensabili perché il presidente Nicolas Sarkozy sia
presente: la fine delle violenze contro la popolazione e la
liberazione dei prigionieri politici, la luce sugli eventi tibetani
e l’apertura del dialogo con il Dalai Lama. Il presidente
prenderà la sua decisione nei confronti dell’evoluzione
degli eventi attuali e si esprimerà dopo aver consultato i
nostri partner europei, poiché parlerà allora come
presidente in carica dell’Unione Europea. Comprendo i sentimenti
dei manifestanti che vogliono esprimere la loro indignazione per i
fatti in Tibet in occasione del passaggio della fiaccola olimpica a
Parigi. La Francia è il Paese dei diritti dell’uomo, da noi
esiste una solidarietà per i popoli che si sollevano e
rivendicano la loro autonomia
Le Monde, 10 aprile
2008

Loris Capirossi: “I piloti del
MotoGp sostengono al 100% il Tibet”.

“Non e’ una situazione facile, ma sostengo al 100%
il Tibet. Questo popolo ha diritto alla propria cultura e
religione. Forse faremo qualcosa nel Gp della Cina a Shanghai il 4
maggio per dimostrarlo”.
Rai Sport, conferenza
stampa all’Estoril, 10 aprile 2008

Nicolas Sarkozy, presidente
Francia: “Cina apra al dialogo con il Dalai Lama, o niente
cerimonia”
Per la cerimonia d’apertura dei
Giochi Olimpici, a Pechino, tutte le opzioni sono aperte. Mi
appello al senso di responsabilità dei dirigenti cinesi. E’
in funzione della ripresa di questo dialogo che determinerò
le condizioni della nostra partecipazione. Il Dalai Lama – lui
stesso – non chiede il boicottaggio dei Giochi Olimpici. Ma bisogna
che si parlino e che si eviti di prendere la fiamma olimpica in
ostaggio. La Francia farà di tutto affinché il
dialogo riprenda, c’è ancora qualche mese, non c’è
più tempo da perdere.
Le Nouvelle Observateur, 8 aprile
2008

Mikhail Gorbaciov: “Il Dalai
Lama chiede aiuto”
Il Dalai Lama si è
rivolto a me per la mia posizione di presidente del Forum dei permi
Nobel, del quale entrambi siamo membri. E’ preoccupato per la
situazione in Tibet, e ha espresso la speranza che, insieme ad
altri eminenti politici, si possa contribuire a innescare un
percorso di pace. Penso sia possibile ritrovare basi comuni per un
dialogo. Quel che è necessario, è evitare mosse
dettate dall’amarezza.
Interfax, 8 aprile
2008

Nancy Pelosi, portavoce del
Congresso USA: “Aiutare il Tibet è il nostro
destino”

La situazione in Tibet è una sfida alla coscienza del mondo.
Se la comunità internazionale e il mondo libero non
alzeranno la voce contro l’oppressione cinese in Tibet, noi avremo
perso ogni autorità morale per poter parlare a favore dei
diritti dell’uomo ovunque, in qualsiasi parte del mondo.
Oggi siamo qui per unirci a voi, in questo triste momento, nel
diffondere la luce vivida della verità su quanto sta
accadendo in Tibet. Forse e’ il nostro karma, forse e’ il nostro
destino essere qui con voi in un momento del genere. Quando
ritorneremo a casa, porteremo il messaggio di quanto abbiamo visto,
e cercheremo di raccogliere la sfida alla nostra coscienza che il
Tibet ci pone. Lunga vita all’amicizia tra l’America e il
Tibet!
Cnn, Dharamsala, 21 marzo
2008

Richard Perle, neocon,
architetto del disarmo atomico ai tempi di Reagan e Gorbaciov:
“Bush e i grandi disertino i Giochi. Un messaggio chiaro, che
costringerebbe i cinesi a riflettere, e forse a cambiare
comportamento”
Quello del boicottaggio dei
Giochi è un problema molto complesso, probabilmente
insolubile. Ma c’è un modo di manifestare la nostra
riprovazione alla Cina per le sue violazioni dei diritti umani, e
non solo nel Tibet: i leader del mondo disertino le Olimpiadi, e
George Bush dia l’esempio. Sarebbe un messaggio chiaro, che
costringerebbe i cinesi a riflettere, e forse a cambiare a poco a
poco comportamento.
Corriere della Sera, 16 marzo
2008

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