Folco Orselli allo specchio: Aspettando “La Spina”

Di Folco Orselli e del nuovo disco “La Spina” (prodotto da LifeGate Music). Ne abbiamo parlato nell’ultimo numero del magazine.

Folco Orselli: avere o essere?

Essere. Se sei avrai, se hai soltanto e non sei, quello che
hai è poco.

 

Nella tua scala di valori quali sono i
primi?

L’amicizia, la libertà e… le donne! Che non sono
un valore, ma prima devono venire le altre due cose, altrimenti non
vengono neanche le donne. Credo molto alla libertà
personale, e ogni tanto le donne vogliono cambiarti…

 

Cosa significa per te qualità della
vita?

Non stressarsi troppo con il lavoro che si fa, vivere in un
bel posto, cercare di essere a maggior contatto con la natura
possibile, che è quello che ti carica davvero. Io sono
appena tornato da sette giorni alle Cinque Terre e ho capito delle
cose, perché era tanto che non andavo via. Sono stato una
settimana a “camminare la terra”, cosa che non facevo da tempo, e
ho capito che la qualità della vita è cercarsi un
posto dove fare le proprie cose, ma che sia anche “energeticamente”
e naturalmente attivo.

In questo senso Milano è come una tavolozza bianca. A
me piace molto ma ogni tanto bisogna andare a comprare i colori da
qualche altra parte. Se stai troppo tempo in questo posto poi
dipingi solo col nero o col bianco, si può fare, ma ogni
tanto è bello mettere dei colori nelle cose. Ecco, per me la
qualità della vita è riuscire a procuraseli.

 

Che cosa ti aspetti da questo disco?

Che esca tutto il Blues che c’è dentro. Anche se
è un disco che va scoperto dal vivo. I dischi per me sono
come delle foto, che ti colgono in un momento, ma poi tu cambi e
guardandole dopo un po’ fai fatica a riconoscerti.

 

Tra tutte le canzoni che hai ascoltato quale avresti
voluto scrivere?

Tutte quelle di Tom Waits. Ma proprio tutte! E poi “Feeling”,
così il mio tastierista Sergio Cocchi sarebbe andato in tour
a Rio de Janeiro con me e non con il vero autore Morris
Albert!

 

Che cosa ti spaventa di più: Sanremo o San
Vittore?

Sanremo, anche perché l’ho già provato! San
Vittore comunque spero di non conoscerlo.

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