Folco Orselli – MilanoBabilonia

MilanoBabilonia: Folco invece, sceglie sonorità diverse per raccontare la sua storia. Per questo è una Babele…

Folco Orselli – MilanoBabilonia

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Se Folco non si fosse punto con quella famosa ?Spina? che trafigge
polpastrelli e cuore, forse oggi non lo vedremmo nei panni di un
?Faust? che mimetizzato nei gialli e grigi dei Navigli osserva la
vita di una Milano che, ammettiamolo, sembra sempre di più
Babilonia. Ma ancora riflettiamo ?Babylon?; accezione rasta-fari e
?reggae-oriented? che sta per il ?sistema che svilisce la vita
degli uomini? o la ?Babele dalla torre della discordia?. O ancora,
la Babele che si crea durante la settimana del design o della moda
con orde di modelline, spacciatori, coregrafi, buyers che intasano
la città e per farne di tutto tranne che interessarsi della
sua anima fatta di cultura e ospitaltà ai viandanti
Ascoltiamo un altra volta le strade di Milano, raccontate da uno
che questa città la ama profondamente, e se le strade
comunicavano una tristezza melanconica da piano bar, più
blues che bar, questa volta Folco esplode in un patchwork di colori
fatto di funk, soul che diventa rock e addirittura prog. Fermi un
attimo. Ma la voce roca da cantautore dannato? Svanisce
perchè I testi siano chiari e diretti, svanisce per lasciare
spazio al rock, agli arrangiamenti dei ?Cani scossi? che creano una
ricerca sonora che (scuaste ragazzi) non pensavo gli appartenesse a
questi livelli. Certo con molta più ironia, e
Italianità ma non svaria molto da quella dei The Clash
quando scrissero London Calling, solo che la allora il rock era
?la? strada . Folco invece, sceglie sonorità diverse per
raccontare la sua storia. Per questo è una ?Babele?, anche
l?album, solo che I Cani scossi nonostante le decine di lingue
sonore usate si capiscono alla perfezione. Ed il punto sta proprio
li, se si è uniti e con uno scopo si capisce se no, andiamo
verso la rovina, e a quanto pare in questa Milano governata da
abiti da sera e divani della brianza di finzione ce nè fin
troppa. Non è polemica è amore, amicizia e rock
n?roll. Punto. Tutti brani inediti tranne uno, Il Crogiuolo,
traccia che risale al primo album ?La stripe di Caino? e scritto
mentre Folco guardava le immagini del G8 di Genova e rivisitato
nelle sue sonorità, una chicca che fara piacere a tutti
coloro che continuano a cercare quell disco e che non c?è
più; e che calza a pennello con il concetto di
MilanoBabilonia. Una ricerca musicale completamente nuova per
l?ensamble milanese che si trovano cosi, catapultati in un sound
che sembra essere parte di loro da sempre; e che sembra condurli
alle pendici della alta torre di ?MilanoBabilonia? E noi che qusta
città l?amiamo veramente, mai come oggi ci ritroviamo dentro
questo disco. FN

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