Omeopatia

Galileo, Omeopatia e Verità

Ovvero: non guardare nel cannocchiale per paura di vedere le stelle.

“Orientare la ricerca scientifica significa anche orientare e
condizionare il modo in cui medici e ricercatori penseranno in
futuro la vita, le malattie e la guarigione.
Difendere una ricerca aperta al mondo delle medicine non
convenzionali serve a garantire la possibilità che in futuro
la medicina non ci pensi solo come pezzi da smontare e
rimontare.
Ma una gran parte del mondo accademico attuale si oppone al
riconoscimento dei tanti e importanti lavori scientifici
sull’omeopatia. Come quel Cremonini, scienziato contemporaneo di
Galileo, che si rifiutò di guardare nel cannocchiale per
paura di dover cambiare le proprie convinzioni sul cosmo”.

Attilio Speciani ha pubblicato su Eurosalus.com
questa forte risposta sul modo e il metodo con cui si discute delle
medicine non convenzionali. E’ un nuovo fronte. Fino a qualche
tempo fa c’era chi sosteneva che i rimedi omeopatici erano “acqua
fresca”, e chi invece il contrario. Ora Speciani lancia l’affondo
nel campo della ricerca scientifica, proponendo una sfida che
è prima di tutto culturale.
Le prove ci sono. Ma si deve avere il coraggio di guardarle.

Per promuovere la discussione, LifeGate pubblica integralmente
l’intervento.

  • I
    fatti

    La Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi E Odontoiatri
    ravvisa l’opportunità di integrare medicine con le pratiche
    non convenzionali di cui possa beneficiare il cittadino: cure di
    cui già si servono ben 9 milioni di italiani
    (ISTAT).
  • Le
    critiche

    Mancano i lavori scientifici sull’omeopatia? La scienza serve per
    progredire, non confermare quanto già saputo. Ecco
    perché il richiamo a Galileo.
  • La
    storia di Galileo e di Cremonini

    “Non mancarono già de’ così pervicaci e ostinati… i
    quali, temendo di commettere sacrilegio contro la deità loro
    Aristotele, non vollero cimentarsi all’osservazioni…”
  • La
    comunicazione deviante, considerazioni conclusive
    .
    L’informazione, a tutti i livelli – giornalistica, universitaria,
    specialistica – spesso è “orientata”. Ma orientare le scelte
    dei medici solo sull’uso farmacologico e negare altri approcci che
    vogliono essere studiati in modo scientifico può diventare
    colpevole sul piano personale e sul piano sociale.
di
Attilio Speciani

Medico Immunologo, fondatore di SMA, consulente di
Eurosalus.com
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