Gastone Novelli. Mostra antologica

Fondazione Arnaldo PomodoroVia Andrea Solari 35, MilanoDal 9 marzo al 10 maggio 2006

Il percorso della mostra si articola in tre sezioni. La prima documenta la grande maturità dell?artista attraverso le sue opere di grandi e grandissime dimensioni, da Il re delle parole, 1961, a Rosso fiore della Cina, 1967, di oltre 5 metri, da Cancello per sempre la parola, 1968, a L?Oriente riplende di rosso, 1968. In particolare vi si ricostruisce la sala della Biennale di Venezia del 1968, occasione in cui, assai probabilmente Novelli avrebbe ottenuto uno dei premi maggiori, che venne chiusa al pubblico per il clima di tensione creatosi a causa degli scontri tra contestazione e polizia. La seconda sezione ripercorre analiticamente le vicende espressive di Novelli dalla prima maturità, 1957, alla fine, attraverso una scelta esemplare di dipinti e opere su carta, importanti per comprendere come il suo lavoro mantenga la medesima tensione tanto sulla grande tela quanto sul taccuino minimo. La terza indica gli sconfinamenti di Novelli in aree espressive contigue alla pittura, a cominciare dall?invenzione editoriale, che lo vide illustrare testi di autori e avviare collaborazioni fondamentali con scrittori di un certo peso. La mostra presenta le tavole originali e le edizioni di pressoché tutte queste pubblicazioni, talune delle quali rarissime. Novelli diede inoltre vita a riviste storiche come ?L?esperienza moderna? e ?Grammatica?, esemplari nel clima europeo della fine degli anni Cinquanta e dei Primi Sessanta. L?arista inizia la sua attività pittorica alla fine della seconda guerra mondiale, sotto l?influenza dell?amico Max Bill. Viaggia in Brasile, dove rimane con la moglie dal 1950 al 1954. Rientrato in Italia è in contatto con gli artisti astratto-geometrici di Forma 1, come Dorazio, Turcato, Accardi, Consagra, Perilli. Nel 1957 è a Parigi dove conosce Tristan Tzara, Man Ray, Andrè Masson, Hans Arp, e altri dadaisti. Il suo lavoro di derivazione astratta… Il suo lavoro di derivazione astratta vede l?impiego di collages, assemblages, fotografie, solarizzazioni, perspex: in seguito di volge ai modi tipici dell?informale. Sempre nel 1957 pubblica con Achille Perilli la rivista ?L?esperienza moderna?, aperta alle nuove avanguardie artistiche. L?influenza informale nel frattempo viene meno, l?artista elabora un nuovo percorso fondato sul segno-scrittura, con contaminazioni letterarie che lo vedono a contatto con scrittori come Claude Simon, Pierre Klossowki, Giorgio Manganelli, Alfredo Giuliano, Emilio Villa. E? tra i fondatori del gruppo Continuità con Fontana, Arnaldo e Giò Pomodoro, Turcato, Dorazio, Bemporad, Tancredi. Espone in numerose collettive dedicate al rapporto pittura-scrittura e collabora alle attività del Gruppo 63. nel 1964 gli viene dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia; nello stesso anno è organizzata un?antologica al Kunstverein di Friburgo. Nel 1968 pubblica Viaggio in Grecia, con brani, disegni e incisioni e si trasferisce a Venezia. Pubblica il volume di tavole disegnate I viaggi di Brek. Nel 1968 partecipa con una sala personale alla Biennale di Venezia, chiusa al pubblico per protesta contro il clima poliziesco in cui la manifestazione si svolge. Inizia ad insegnare all?Accademia di Brera a Milano, dove si trasferisce, e dove muore improvvisamente il 22 dicembre 1968. Come ricorda Arnaldo Pomodoro in quello che è probabilmente l?ultimo scritto teorico di Novelli, datato agosto 1968 con il titolo provvisorio Permettere all?uomo di esprimersi e pubblicato postumo, l?artista dice: ?Dipingere è anche esprimere per segni ciò che non si può o ciò che non si sa, esprimere con le azioni. Questa può essere una ragione per continuare, anche se i magazzini del mondo sono già pieni di cose da guardare. Di fronte ai fatti nuovi dell?arte le persone si bendano gli occhi, temendo che il loro mondo, fatto di confortevoli ed edificanti idee sulla bellezza, possa andare in pezzi. Questa è un?altra ragione per continuare, perché così si raggiunge un primo risultato, una prima funzione, se vogliamo, dell?arte come ricerca ?rivoluzionaria?. E ancora: più universi linguistici, o segnici verranno sperimentati e portati alla comunicazione, più largo sarà il campo delle possibili conoscenze offerte dai fruitori.? Fondazione Arnaldo Pomodoro Via Andrea Solari 35, 20144 Milano Tel. 02.89075394/95 Fax. 02.89075261 [email protected] www.fondazionearnaldopomodoro.it Orari: dal mercoledi alla domenica 11-18 giovedì 11-22 la biglietteria chiude un?ora prima Sonia Tarantola

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