Tornano a volare i germani sopravissuti al Lambro

Liberati una decina di animali, tra germani reali e alzavole, salvati e curati dopo lo sversamento di idrocarburi dello scorso febbraio nel fiume Lambro.


Dopo le notizie sconfortanti degli ultimi giorni che
provengono da oltreoceano
, è tempo di buone
nuove. Sono infatti tornati a volare e a nuotare nelle acque del
laghetto dell’Oasi Wwf di Vanzago, i germani reali (Anas
platyrhyncos
) e le alzavole (Anas crecca),
sopravvissute al disastro del Lambro.

Curati ed assistiti dai veterinari e dai volontari del CRAS (Centro
Recupero Animali Selvatici) dell’Oasi Wwf di Vanzago, le anatre
selvatiche son tornate in condizioni ottimali per riprendere il
volo, dopo quasi due mesi di cure.

“Gli animali arrivati qui al Centro erano in gravi condizioni –
spiega Stefano Raimondi, direttore sanitario del CRAS – dovute
soprattutto dal conglutinamento del piumaggio, che ne comprometteva
la regolazione termica, ma anche dall’assorbimento orale e
respiratorio degli idrocarburi, che causava un intossicamento
dell’organismo”.

I germani sono stati così dapprima lavati accuratamente
grazie ad uno speciale detergente ad-hoc, donato
dall’azienda produttrice e poi sono stati seguiti passo passo per
ripristinare l’idratazione e successivamente l’alimentazione.

Certo questo non è bastato per ‘dimettere’ gli animali, che
hanno infatti seguito un breve periodo di riabilitazione: “La
liberazione è stata decisa dopo alcune settimane di
ambientamento – continua Raimondi – all’interno di una voliera
appositamente studiata, con un laghetto artificiale e quindi con la
possibilità di tornare in acqua e iniziare la pulizia e
l’automantenimento del piumaggio, che ne ha appunto favorito la
guarigione”.

L’emergenza non è però ancora rientrata. Come
sottolinea il Wwf, si è ancora in attesa dell’ordinanza che
dovrebbe mettere a disposizione i 12 milioni necessari per la
bonifica e l’avvio di un piano di monitoraggio integrato per
valutare le reali conseguenze sull’intero ecosistema. A tal
proposito sono stati proposti monitoraggi su alcune specie di
molluschi, pesci, anfibi e uccelli come possibili indicatori,
bloccati però dalla mancanza di fondi.

Nel frattempo una delle anatre selvatiche è rimasta nella
nursery del Centro, vista la deposizione di alcune uova e
per le quali si atttende la futura schiusa.

Articoli correlati