Giochi di terra: i terremoti

Viviamo in un Paese geologicamente instabile, per buona parte montuoso ed attraversato da due grosse faglie di frattura. Ma una seria politica di prevenzione può diminuire i danni causati dai terremoti.

La dolcezza del nostro clima, la bellezza del paesaggio e
l’opulenza della nostra società non dovrebbero farci
dimenticare che viviamo pur sempre in un Paese per molti aspetti a
rischio, proprio dal punto di vista ambientale. Per buona parte
montuoso, la conformazione dei suoi rilievi ed il fatto di essere
attraversato da due grosse faglie di frattura lo rendono, assieme a
Grecia e Romania, l’area geologicamente più instabile
d’Europa.

Sono circa 8.000 gli eventi sismici che ogni anno colpiscono
l’Italia, anche se oltre 6.000 sono registrabili solo dagli
strumenti. Dei rimanenti 2.000 solo qualche decina causa danni,
mentre per fortuna ancora più rari sono quelli realmente
devastanti, come il Friuli nel 1976, l’Irpinia nel 1980 o l’Umbria
nel 1997. Dal 1000 d.C. in Italia sono stati registrati circa
30.000 terremoti, di cui 200 disastrosi, con 120.000 vittime
nell’ultimo secolo (il triste primato è tuttora detenuto dal
sisma che colpì la Calabria e lo stretto di Messina il 28
dicembre 1908, facendo oltre 86.000 morti). Insomma viviamo su un
Paese in continuo movimento e sarebbe ora che ci regolassimo di
conseguenza, con una vera politica per la prevenzione di quelle che
ormai non possiamo più chiamare “catastrofi naturali”, ma
piuttosto “catastrofi ambientali”, dove l’ambiente è causa
ma a volte anche vittima, proprio come l’uomo.

Soluzioni.
Gli interventi preventivi contro i terremoti (e non solo)
andrebbero attuati nella costruzione e localizzazione delle opere,
nella gestione (manutenzione delle infrastrutture e del territorio)
e nell’educazione (esercitazioni periodiche soprattutto negli
edifici pubblici, costante informazione dei rischi, ecc.) che,
assieme alla ricerca, permetteranno di diminuire di gran lunga i
costi (in vite umane, economici, ambientali) di queste catastrofi.
Se infatti l’Uomo è la causa di tanti problemi ambientali
può però esserne anche la soluzione. Ma ad un solo
patto, come ricordava il Mahatma Gandhi: “il mondo ha le risorse
per soddisfare i bisogni di tutti gli uomini, ma non il loro
egoismo”.

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