Workshop, medicina complementare e informazione al consumatore

Workshop per lo sviluppo dell’informazione circa un uso appropriato e corretto della medicina complementare L’incontro si è svolto venerdì 26 novembre

Il Workshop si è svolto venerdì 26 novembre
nell’aula della Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell’Università Statale di Milano con rappresentanti della
Regione Lombardia, medici sostenitori della medicina complementare
e alcuni giornalisti forse un po’ scettici, ma comunque aperti al
confronto con la medicina complementare.

Il problema è legato alle modalità dell’informazione
che vede il giornalista in prima linea a dover informare le persone
di un sistema, quello delle medicine complementari, le cui fonti
scientifiche attendibili non sempre sono di facile reperimento. Del
resto i dati parlano chiaro, il ricorso alla medicina
complementare è in costante aumento in tutto il mondo…
impossibile fare finta di niente!

Si parla di informazione del paziente e di aggiornamento del medico
di famiglia, indispensabili per capire l’importanza di affiancare
alla medicina convenzionale quella complementare e avere
così una visione “globale”, olistica, dell’individuo,
partendo anche da aspetti psicologici e ambientali che hanno un
grosso peso nello sviluppo della malattia.

Non dimentichiamo che la medicina occidentale è
specialistica, volta a frammentare sempre di più il
paziente, al contrario della medicina complementare che invece
promuove una cultura interdisciplinare, offrendo una visione a
tutto tondo del vissuto della persona. Ed è in questo
ambito, in ambito olistico, che si parla di consapevolezza della
propria malattia da parte del paziente che dovrebbe essere
sensibilizzato a ragionare nel senso di capire il perché si
ammala, quali sono le cause legate a situazioni contingenti, alle
abitudini, e poi aiutato a scegliere come procedere, a chi
rivolgersi… una strada che dirige il paziente allo sviluppo di
un’autocura. Un’utopia?

Perchè diventi realtà, il lavoro dell’informazione al
cittadino si deve basare su criteri di chiarezza e trasparenza
favorendo il dialogo tra le medicine convenzionali e quelle
tradizionali.

Ad oggi esistono dei dati che attestano un’attenzione più
incisiva per un “uso complementare” della medicina occidentale e
anche l’efficace collaborazione della Regione Lombardia con
l’Organizzazione Mondiale della Sanità fa bene sperare.


Sonia Tarantola

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