Giornata mondiale dell’ambiente a tinte carioca

Tutto come venti anni fa, quando i festeggiamenti per la Giornata mondiale dell’ambiente si tennero in Brasile in attesa della Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile.

“Il Brasile è in prima linea nella costruzione di
un’economia verde che includa il riciclo, lo sviluppo di energia
rinnovabile e la creazione di nuovi posti di lavoro”. Con queste
parole, Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma delle
Nazioni Unite per l’ambiente (Unep), ha spiegato il motivo della
scelta di tornare a celebrare nel paese latinoamericano la Giornata
mondiale dell’ambiente. Una festa
nata nel 1972
per accrescere la consapevolezza della
comunità internazionale sulla necessità di adottare
politiche, stili di vita e azioni per dare alle generazioni future
la possibilità di vivere in un mondo come lo intendiamo
oggi.

 

Green economy: does it include
you?

Il tema di quest’anno non riguarda solo la tutela
dell’ambiente in quanto tale, ma abbraccia una questione più
ampia: l’equità. Per raggiungere una forma di sviluppo umano
in grado di durare nel tempo non basta ridurre lo sfruttamento
indiscriminato delle risorse naturali. È necessario ridurre
le diseguaglianze sociali e costruire una società aperta a
tutti. L’unica soluzione è essere democratici nel senso
più semplice del termine: garantire l’accesso universale
all’acqua, al cibo, all’energia attraverso un’economia senza
sprechi, a basse emissioni e che fornisca a ogni individuo le
stesse opportunità.

 

L’esempio brasiliano

Il Brasile oggi –
polemica sul nuovo codice forestale a parte
– rappresenta tutto
questo. L’industria del riciclo genera profitti per due miliardi di
dollari l’anno e risparmi in termini di emissioni pari a 10 milioni
di tonnellate di CO2. È tra i primi paesi per investimenti
nell’eolico e nei sistemi di riscaldamento solari. Ha già
costruito 500mila abitazioni efficienti dal punto di vista
energetico in vista dei mondiali di calcio del 2014 e delle
Olimpiadi del 2016 dando lavoro a più di 30mila persone. Ma
la cosa più importante è che le politiche sociali del
presidente Lula prima e di Dilma Rousseff oggi hanno come scopo
finale quello di costruire un modello di sviluppo solido in cui
all’aumento del Pil corrisponda un miglioramento delle condizioni
di vita di tutti e non un arricchimento di pochi. Un modello da
seguire che le Nazioni Unite hanno deciso di promuovere. Anche
attraverso la Giornata mondiale dell’ambiente.

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