Gli additivi alimentari più simpatici

Alcuni additivi alimentari possono avere effetti indesiderabili, mentre altri sono innocui e in alcuni casi migliorano il valore nutritivo degli alimenti.

Non bisogna avere necessariamente paura di quelle strane sostanze (gli additivi alimentari) che compaiono in etichetta sui prodotti alimentari, sotto forma di sigle (la lettera E seguita da tre cifre) oppure di termine chimico (altrettanto incomprensibile per molti consumatori). Ecco di seguito un piccolo elenco di alcuni tra gli additivi più “simpatici”, o se volete, meno a rischio.

La vitamina C (acido ascorbico) viene aggiunta come antiossidante in bibite, birra, frutta secca, gelatine e marmellate, insaccati, latte in polvere; le diverse forme di vitamina C usate sono contrassegnate con le sigle E 300, E 301, E 302, E 303.

Come antiossidante in olii e grassi si usa anche la vitamina E (tocoferolo), indicata come E 306, E 307, E 308, E 309.

Un tipico gelificante usato per carni e pesci in scatola, nonché in dolci e budini, è l’agar-agar: si tratta di un’alga ricca di sali minerali, contrassegnata con la sigla E 406.

La lecitina, utile per combattere i depositi di colesterolo nelle arterie, compare come emulsionante in cioccolato e dolci in genere: la sigla è E 322. L’unico rischio è che si tratti di lecitina da soia OGM, ma purtroppo per il momento non ci sono strumenti per saperlo.

Per finire parliamo del betacarotene, precursore della vitamina A: si usa come colorante giallo-arancio, ed è generalmente nominato per esteso.

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