Gli italiani hanno idee chiare: pi

Nove italiani su dieci chiudono le porte al carbone e aprono al solare, con nuovi incentivi o, meglio, con meno burocrazia. E non solo: sempre nove su dieci vorrebbero “la…

Nove italiani su dieci chiudono le porte al carbone e aprono al
solare, con nuovi incentivi o, meglio, con meno burocrazia. E non
solo: sempre nove su dieci vorrebbero “la chiusura delle centrali
energetiche piu’ inquinanti, a carbone e a olio combustibile”.
Questi sono i dati che emergono dal nono rapporto “Gli italiani e
il solare” realizzato da Ipr Marketing e dalla Fondazione UniVerde di Alfonso
Pecoraro Scanio, con il sostegno di Yingli Green
Energy Italia
e di Sorgenia.

La conoscenza delle varie fonti energetiche appare
abbastanza completa
I combustibili fossili più
dannosi per il clima sono ritenuti il carbone e il petrolio, tanto
che per l’88% degli intervistati sarebbe auspicabile l’introduzione
di una carbon tax.

Sono favorevoli agli incentivi per il fotovoltaico l’85% degli
intervistati ma è “in forte aumento la percentuale di chi
accetterebbe la sostituzione degli incentivi economici con quelli
normativi, ovvero con semplificazioni burocratiche”. In
particolare, 9 italiani su 10 vorrebbero un impianto fotovoltaico
sul proprio condominio utilizzando un incentivo pubblico.

Le smart grid restano invece ancora sconosciute alla maggioranza:
solo il 7% ne conosce il significato, mentre il 77% degli
intervistati non ne ha ancora mai sentito parlare.

Gli italiani più green dei dirigenti
“Gli italiani pensano in modo decisamente più green rispetto
alla loro classe dirigente – osserva Alfonso Pecoraro Scanio,
già ministro dell’Ambiente e presidente della Fondazione
UniVerde – Emerge una grande determinazione verso una svolta
energetica. Adesso più che mai, in un Parlamento
caratterizzato da una forte presenza favorevole alla green economy,
occorre promuovere questa svolta”.

“Il fotovoltaico in Italia sta cambiando con la fine del Quinto
Conto energia ed ha ancora molti margini di sviluppo – annuncia Per
Fabio Patti, amministratore delegato di Yingli Green Energy Italia
– ma siamo di fronte ad un nuovo capitolo, quello dell’era
post-incentivi”.

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