Green jobs? Yes, we work

In Italia sono attualmente 60.000, ma, secondo le previsioni, potrebbero raddoppiare entro il 2020: questi i numeri relativi ai posti di lavoro dell’economia verde.

“Sono green tutti i lavori che contribuiscono a ridurre
l’impatto ambientale delle attività umane”. Questa la
definizione ufficiale dei green jobs, le nuove figure professionali
legate alla rivoluzione verde. Un convegno ha fatto il punto sulle
prospettive occupazionali di questo nuovo settore.

 

“Green Jobs- Progettare, lavorare e pensare il futuro della
terra”, questo il titolo del convegno organizzato dalla Fondazione
Culturale Responsabilità Etica e dalla Fondazione Onlus
Roberto Franceschi (con il contributo di
Fondazione Cariplo
) svoltosi il 16 novembre scorso
nell’ambito del progetto Gjusti
all’auditorium Gaber del Pirellone, sede di Regione Lombardia. Nel
corso del convegno sono stati illustrati gli ultimi trend riguardo
alle professioni accomunate dall’idea di creare lavoro a minore
impatto ambientale.

 

All’incontro hanno partecipato politici, manager aziendali,
studenti, docenti universitari, rappresentanti di associazioni del
terzo settore e del mondo ecologista (tra cui l’indiana Vandana
Shiva). Philipp Schepelmann del Wuppertal Institute ha
presentato i dati della ricerca “A new deal for Europe”, che ha
fissato a 214 miliardi di euro il fatturato raggiunto delle
eco-industrie nei 15 stati occidentali della Ue nel 2004, dando
lavoro a 3,4 milioni di persone (2,3 impiegate nelle politiche di
riduzione dell’inquinamento e 1,1 milioni nella gestione
sostenibile delle risorse naturali).

Nel nostro paese dunque, in un contesto di disoccupazione crescente
(il tasso ufficiale a settembre era all’8,3 per cento, quello reale
all’11), Il potenziale occupazionale delle energie
rinnovabili
diviene tutt’altro che irrilevante, anzi.
Diversi gli scenari di sviluppo possibili per questo settore: in
caso di basso sfruttamento delle opportunità (in linea
quindi con quello degli ultimi cinque anni), infatti, il fatturato
sarà di 30 miliardi di euro, con un valore medio annuo di
2,4 miliardi e un’occupazione di 100 mila posti. Al contrario, se
lo sfruttamento sarà alto, l’industria italiana potrà
ricavare un fatturato di 70 miliardi e raggiungere quota 175 mila
posti di lavoro.

 

Quali sono le figure professionali “green”
maggiormente appetibili per il mercato del lavoro?
Tecnici
già esperti, manager qualificati ma anche neolaureati sono
tra i profili più richiesti dai numerosi operatori che in
questi anni si sono buttati nel campo delle energie alternative.
Ecco dunque la top ten delle attività “green” del futuro (e
del presente):

– Assicuratore ambientale
– Avvocato ambientale (leggi
l’articolo “Toghe
green. Legali a difesa dell’ambiente
“)
– Certificatore energetico
(ascolta
l’intervista a Paolo Orlando, responsabile certificazioni
energetiche di Abaco Team
)
– Chimico ambientale
– Ecocool Hunter
– Eco Auditor
– Eco Diplomatico
– Educatore ambientale
– Energy Manager
– Esperto in progettazione energie
da fonti rinnovabili

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