Greenpeace vs Facebook

A Greenpeace non sfugge nulla. L’associazione ambientalista più famosa del mondo ha fatto le pulci al social network più cliccato: Facebook. In una lettera aperta scritta da Greenpeace al Presidente…

 

A Greenpeace non sfugge nulla. L’associazione ambientalista più famosa del mondo ha fatto le pulci al social network più cliccato: Facebook. In una lettera aperta scritta da Greenpeace al Presidente Mark Zuckeberg, il gigante di Palo Alto, California, viene accusato di non aver pensato ad alimentare tramite energia rinnovabile il nuovo data center costruito in Oregon.
Inoltre, Greenpeace ha aperto una pagina proprio su Facebook che si chiama Unfriend Coal (togli l’amicizia al carbone) nella speranza che entro il 22 aprile, Giornata della Terra, il social network possa compiere passi verso pratiche sostenibili. Mercoledì 13 aprile a Milano un gruppo di attivisti ha aperto in piazza del Duomo uno striscione con la scritta “Facebook ci piaci verde”.
“Facebook sta sostenendo in tutto il mondo l’attivismo e la democrazia – afferma Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace in Italia – adesso Facebook ha l’opportunità di guidare anche una rivoluzione energetica, eliminando fonti pericolose come nucleare e carbone e passando alle rinnovabili”. Il settore delle tecnologie informatiche è quello con la maggior crescita al mondo in termini di uso di energia elettrica. Con il tasso di crescita attuale, i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno nel 2020 più del triplo di oggi. Vale a dire circa la metà dei consumi elettrici attuali degli Stati Uniti e più di quanto consumano oggi Francia, Germania, Canada e Brasile insieme.
Dopo le dichiarazioni verdi di Google e di Yahoo, nel giro di pochi giorni gli amministratori – sotto la spinta dei suoi stessi utenti – hanno lanciato una pagina dal nome Green on Facebook. Lo scopo è informare gli utenti sugli sforzi fatti per salvaguardare l’ambiente e ridurre le emissioni di gas serra. Un esempio: l’accordo di collaborazione sancito con il gruppo di ricerca Digital Energy Solutions Campaign volto a usare l’Information Technology come mezzo per contrastare i cambiamenti climatici.

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