Grimes e i vizi ecologisti

I backstage rider, la lista di oggetti da trovare nel backstage, contengono spesso richieste assurde. Quello di Grimes svela il suo spirito ecologista.

La stampa abbonda di articoli che rivelano le particolari richieste di cantanti e musicisti per l’allestimento del backstage dei propri concerti. I capricci delle star in tour sono da sempre stati oggetto di discussione e spesso gli artisti non hanno piacere di svelare la propria “lista dei desideri” proprio perché questa può palesare molto sulla loro personalità. Si va da David Lee Roth, frontman dei Van Halen, che richiede M&Ms ma non di colore marrone – ma solo per accertarsi che la lista sia letta fino in fondo dallo staff – alla richiesta certamente poco eco-friendly di Elton John, che pretende nei camerini 75 asciugamani.

Invece l’artista canadese Claire Boucher, in arte Grimes, ossessionata dai rider altrui, ha pubblicato a sua volta parte del proprio rider su Tumblr e, sebbene anche questo possa sembrare in qualche modo bizzarro, lascia trasparire la sua profonda tendenza eco-friendly: Grimes preferisce stoviglie e posate riutilizzabili a quelle usa e getta, vieta l’uso di polistirolo, plastica o contenitori di stagnola per contenere o coprire il cibo e, dove possibile, fa espressa richiesta di alimenti biologici e locali. Fin qui tutto piuttosto nella norma. Non è un segreto, infatti, che Grimes sia molto vicino alle dinamiche ecologiste; è vegana (anche se ha dichiarato di tollerare alimenti non vegan nelle particolari circostanze in cui è difficile per gli altri soddisfare le sue esigenze nutrizionali) e dai post del suo blog traspare il suo amore per gli animali.

Ma poi Grimes aggiunge una richiesta speciale: quando possibile, l’artista gradirebbe la compagnia di “un bulldog francese, un carlino o un pomerania (o un altro animale carino, ad esempio un cincillà o un pechinese)” con cui giocare prima del concerto. Ovviamente Grimes assicura che l’animale “lascerà la zona prima che la musica ad alto volume possa fargli male alle orecchie” e sottolinea l’importanza che l’animale “abbia una casa sicura a cui fare ritorno dopo la visita”.

Anche in questo caso è facile scambiare una simile richiesta per un semplice capriccio, ma i benefici e lo stato di rilassamento che la vicinanza di un animale può portare, sono stati provati scientificamente da svariati studi: il rapporto uomo-animale è tranquillizzante e rilassante e interviene sulla produzione di adrenalina e altri ormoni corticosteroidi o “ormoni dello stress”, con il risultato finale di una minore pressione arteriosa, un ritmo cardiaco-respiratorio più lento e una serie di altri benefici. Gli effetti comprovati della pet therapy hanno fatto in modo che in Emilia Romagna nel maggio scorso e per la prima volta in Italia, si promulgasse una legge che autorizza l’affiancamento di animali in corsia per i ricoverati con le terapie di medicina tradizionale.

Che Grimes soffra di ansia da prestazione?

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