Tradizioni e culture Lakota

Secondo la tradizione lakota gli ostacoli e le difficoltà che s’ incontrano nella vita sono un dono prezioso. Essi vengono chiamati i “maestri”

Secondo la tradizione
lakota
gli ostacoli e le difficoltà che s’
incontrano nella vita sono un dono prezioso. Essi vengono chiamati
i “maestri” e sono considerati veri alleati che ci aiutano a
migliorarci nel nostro percorso evolutivo su questa terra.

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In questo senso viene anche vista la malattia: grazie ad essa il
nostro corpo ci parla e ci guida, indicandoci che qualcosa nel
nostro comportamento e nel nostro stile di vita non è in
armonia. Ci si ammala quando l’equilibrio tra i poteri
delle quattro direzioni che s’ incontrano in noi è
compromesso: non essere più centrati ci separa dal nucleo
divino che abita nel nostro cuore.
Per questo, la medicina lakota si fonda su istruzioni ricevute
direttamente dal mondo dello spirito che indicano come curare gli ammalati, con
l’uso di piante e minerali .

Esistono due tipi di persone che possono curare: gli uomini di
medicina
e gli uomini sacri. Un uomo sacro può
essere anche un uomo di medicina, ma non viceversa. Gli uomini
sacri sono scelti dai Tunkasilas (gli Spiriti Sacri) e da Wakan
Tanka (il Grande Padre) da cui vengono chiamati a compiere la loro
missione attraverso dei sogni o delle visioni.
Gli uomini di medicina sono invece scelti da altri uomini di
medicina o da uomini sacri.

Gli uomini sacri sono in diretta comunicazione con il mondo
spirituale e con tutto il creato: le piante, gli animali, le rocce,
le acque. Essi sanno quali piante usare e conoscono i canti che
danno alle piante il potere di curare.
Così come sanno che non sono loro a curare ma gli Spiriti
sacri che operano attraverso di loro.
E che il processo di guarigione può avvenire solo se,
insieme al corpo fisico, si riarmonizza anche il corpo
spirituale.

Anche per questo, dopo le cerimonie di cura gli ammalati si
ritirano per 4 giorni e 4 notti in preghiera, impegnandosi a non
formulare pensieri negativi verso nessun essere vivente, nemmeno il
più piccolo degli insetti. E’ la necessaria pulizia
interiore da cui partire per guardare alla
vita
con un cuore nuovo, capace di modificare gli
atteggiamenti sbagliati del passato.
Se questo avviene, anche la guarigione si realizza.

Ricordarci che la salute inizia dall’essere in continuo contatto
col Padre, potrebbe fare scoprire anche a noi che nessuna medicina
vale il potere di cura di una preghiera.

Marina D’Andrea

 

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