Guerra agli umani

“Sulla Terra, tutte le forme di vita collaborano alla conservazione dell?ambiente. Tutte tranne una: gli Umani. La loro principale attività è distruggere il Pianeta. Tale comportamento ha una sola spiegazione: gli Umani non fanno parte di questo mondo. Nel DNA della specie c?è qualcosa di alieno. Siamo il frutto della violenza di alcuni extraterrestri sulle

“Sulla Terra, tutte le forme di vita collaborano alla
conservazione dell?ambiente.
Tutte tranne una: gli Umani. La loro principale attività
è distruggere il Pianeta.
Tale comportamento ha una sola spiegazione: gli Umani non fanno
parte di questo mondo.
Nel DNA della specie c?è qualcosa di alieno. Siamo il frutto
della violenza di alcuni extraterrestri sulle prime scimmie.
Per questo nel codice genetico degli Umani è impresso a
grandi lettere un totale disinteresse per la Terra, quando non un
vero e proprio istinto distruttivo. Questo istinto ha finito per
prevalere sull?eredità animale della specie, con le
conseguenze che abbiamo davanti agli occhi.
Sotto il dominio degli Umani, la Terra è condannata. Dunque,
sono condannati gli stessi Umani.
Se fosse possibile riportarli sul Pianeta degli Antenati. Si
salverebbero capra e cavoli, ma la tecnologia necessaria potrebbe
vedere la luce troppo tardi. Un?incognita eccessiva per una
scommessa così importante.
Scartando l?Esodo Galattico, rimane una sola strada per limitare la
catastrofe: sterminare gli Umani ? che sono comunque condannati ? e
salvare il Pianeta.
In realtà, qualche luminare della genetica con istinto
scimmiesco molto sviluppato potrebbe tentare la modifica del Codice
genetico umano, sostituendo la parte aliena con geni di origine
animale. Ma chi ci garantisce che lo lascerebbero lavorare?
No. L?unica soluzione è la Guerra agli Umani.
Ucciderli uno alla volta sarebbe lungo.
Indurli al suicidio, anche.
La sterilizzazione di massa incontrerebbe le stesse
difficoltà della modificazione genetica. Possiamo anche
accettare una verifica di questi programmi pacifici, ma non appena
ci saranno interferenze, procederemo con i nostri obiettivi.
Una bomba atomica distruggerebbe tutto, non solo gli Umani.
La soluzione finale sarà dunque un?epidemia, studiata per
colpire solo gli Umani e nel più breve tempo possibile.
Ci stiamo lavorando. La chiameremo ?Diluvio?…

Nel frattempo, occorre colpire gli individui più pericolosi.
Quelli che più somigliano ai nostri progenitori alieni e che
sono dunque i più pericolosi dal punto di vista
riproduttivo.
Scoprirete molto presto a chi stiamo pensando.”
(Dal taccuino di Cinghiale Bianco)

Questa “dichiarazione di guerra” riassume l’idea di base di un
libro molto particolare, che racconta le avventure dell’orfano
Marco ?Walden?, (i cui genitori sono morti in un incidente
stradale), aspirante supereroe, che lascia la città per
andare a vivere in una caverna sull?Appennino, considerata
l?epicentro di un futuro mondo primitivo. Scoprirà, suo
malgrado, che i monti in cui pensava di vivere in profonda
solitudine, sono, in realtà, molto affollati da strani e
inquietanti personaggi, quali: gangster albanesi, cacciatori,
bracconieri, palestrati nazisti, carabinieri, e da un gruppo di
ecoterroristi, amici dei cinghiali, che ha deciso di combattere una
spietata ?guerra agli Umani?, ispirati da un oscuro romanzo di
fantascienza scritto da un certo Emerson Krott.

Potrebbe decidere di andarsene altrove, potrebbe anche ripensare
alla sua situazione,ma la scomparsa di un cane San Bernardo, di
nome Charles Bronson, sarà l? evento che darà il via
a un concatenamento di fattori e di avvenimenti, che travolgeranno
lui e la sua sgangherata ?Compagnia dell?Anello?.

Wu Ming 2 affronta con determinazione temi forti e violenti,
come il traffico e i combattimenti di cani, i business dei canili,
il bracconaggio, lo smaltimento dei rifiuti e dell?ecomafia, i
danni ambientali e ?le vittime non umane che sono già
migliaia? provocati dalla costruzione di opere per l?Alta
Velocità.

Le descrizioni sono ben dettagliate e, a tratti, difficili da
sopportare.

Non si deve dimenticare che questo è un libro di
denuncia, non adatto, dunque, a quelli che non vogliono sentire,
non vogliono vedere, non vogliono credere, e, soprattutto, a quelli
che pensano che questo sia un mondo in cui, certe cose nella
realtà non avvengono.


Daniela Bellon

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