Guerra alle cicche!

Cattive notizie per fumatori e “masticatori” di gomme, buone per l’ambiente: dato che i filtri delle sigarette e i chewing gum inquinano il mare e il suolo, un paio di deputati appoggiati da 34 colleghi hanno proposto di considerarli rifiuti speciali.

Se la proposta di legge bipartisan – presentata da Simeone Di Cagno
Abbrescia e Giulia Cosenza, deputati Pdl, ma appoggiati da colleghi
del Pd, Idv e Lega – sarà approvata in commissione Ambiente
a Montecitorio, diventerà legge a tutti gli effetti: da quel
momento cicche di sigaretta e gomme da masticare dovranno essere
smaltiti in appositi cassonetti disseminati per le città.

La proposta nasce dalla considerazione che si tratta di
materiali molto inquinati: i filtri, dispersi nel mare
(rappresentano un terzo dei rifiuti del Mediterraneo) e al suolo
sono 72 miliardi ogni anno, pari a quasi 200 milioni di mozziconi
al giorno. Ad essi si si uniscono 3mila 600 tonnellate di cenere,
che portano con sé nicotina, benzene, gas tossici come
ammoniaca e acido cianidrico, acetato di cellulosa e talvolta anche
componenti radioattivi come il Polonio 20.

 

I chewing gum, che impiegano 5 anni a decomporsi, sono invece
invece 23mila tonnellate, pari al peso di una nave portacontainer
lunga 150 metri. Sono tanto fastidiosi che l’amministrazione della
Capitale spende annualmente 5 milioni di euro per rimuoverli dalle
strade della città.

 

La soluzione, almeno per i produttori di gomme, è
relativamente semplice e consisterebbe nell’optare per la
produzione di chewing gum biodegradabili: leggermente più
costosi, ma che hanno il vantaggio di non dover essere smaltiti e
per i quali non sarebbe richiesto il contributo ambientale (per
intenderci, come quello previsto per lo smaltimento di carta,
plastica, metallo o vetro).

 

Al fine di ottenere il denaro necessario per costruire i
cassonetti e finanziare il provvedimento, è previsto un
aumento del prezzo delle sigarette e dell’Iva sugli alcolici da un
lato, dall’altro un contributo diretto dei produttori. Il
ministero dell’Ambiente istituirà inoltre un apposito Fondo,
in cui confluiranno anche le somme ricavate dalle multe dei
trasgressori che andranno da un minimo di 100 a un massimo di 500
euro.

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