Guida ai computer “verdi”

Chi dice che per rispettare l’ambiente bisogna per forza rinunciare alla tecnologia? DA oggi possiamo essere ambientalisti anche in ufficio.

Da oggi
telefoni cellulari
e computer portatili non saranno
più un problema. Parola di Greenpeace.

L?associazione ambientalista ha infatti pubblicato, in agosto,
la prima edizione della ?Eco guida ai prodotti elettronici?, che
premia le aziende che non fanno uso di sostanze chimiche dannose e
contribuiscono in modo attivo al riciclaggio dei
rifiuti elettronici
.
L?ultimo aggiornamento della guida è stato presentato a
Roma.

L?iniziativa, di sicuro utile per chi desidera acquistare

tecnologia il più possibile ?verde?
, ha
innescato un circolo virtuoso tra le aziende del settore, che pur
di non essere ultime in classifica stanno prendendo
impegni concreti sul fronte ambientale
.
Unica eccezione, a sorpresa, la Apple, che si è ritrovata
all?ultimo posto, come se non volesse prendere parte alla gara.

Nokia, all?avanguardia sia sul fronte delle sostanze chimiche
impiegate, sia su quello dello smaltimento di rifiuti elettronici,
è in testa. Tra le aziende che hanno fatto più
progressi anche Acer e Lenovo, che secondo Giuseppe Onufrio,
direttore campagne di Greenpeace, “si sono prese carico della
propria responsabilità di produttori ed hanno deciso di
eliminare la maggior parte dei rifiuti pericolosi”.

Retrocessa di qualche posizione, invece, HP, perché da
analisi di laboratorio eseguite dall’unità scientifica di
Greenpeace, è stato riscontrato un ritardante di fiamma
bromurato, il decaBDE (che l’azienda sosteneva di aver eliminato),
all?interno di un portatile. L’azienda si è però
subito attivata per indagare sul problema e la penalità
è stata tolta.

Precisa il direttore campagne di Greenpeace: “Rispetto a quando
abbiamo lanciato la guida, ora la maggior parte delle aziende si
guadagna una posizione sopra la sufficienza, mentre solo in cinque
arrancano”.

Davvero
una sana competizione
.

Chiara
Boracchi

Segue: la classifica
aggiornata…

7.3 Nokia
Bene su tutti i criteri, ma
sarebbe necessaria una data precisa per la cessazione totale
dell’uso di PVC, da ogni applicazione e modello

7 Dell
Perde punti per non avere alcun modello privo di pur minime
sostanze chimiche.

6 Fujitsu-Siemens
Alto punteggio sulle ‘chemicals policies’, alcuni modelli sono
già del tutto privi di sostanze tossiche. Dovrebbe
migliorare nel ritiro-recupero dei prodotti usati e nel
riciclo.

6 Motorola
Grandi miglioramenti su tutti i criteri, maggior
disponibilità di informazioni sui prodotti più
“puliti”, deve ancora dare una data per l’eliminazione dal ciclo
produttivo delle sostanze nocive.

5.7 Sony Ericsson
Alcuni modelli sono privi di sostanze nocive, e ha fornito data per
l’eliminazione da tutti i cicli. Necessita di miglioramenti nelle
‘chemicals policies’ e sul recupero dei prodotti usati.

5.7 HP
Deve fare meglio su alcuni aspetti delle ‘chemicals policies’. Alti
i punteggi sul recupero-riciclo.

5.3 Acer
Migliorano le chemicals policies ma non ha modelli “free of the
worst chemicals”. Deve migliorare sul recupero-riciclo.

5.3 Lenovo
Progressi su molti criteri, ma perde punti per non avere alcun
modello “free of the worst chemicals”, e deve migliorare su
recupero e riciclo.

5 Sony
Alcuni modelli sono “free of the worst chemicals”, ma perde punti
per le politiche di recupero dell’usato definite
“inconsistenti”

4.3 Panasonic
Migliorano i punteggi ma non c’è l’impegno per eliminare i
BFRs, e deficitaria sul recupero.

4 LG
Miglioramenti nelle chemicals policies, ma non ci sono prodotti del
tutto esenti da sostanze chimiche sul mercato; non ha politiche sul
recupero.

4 Samsung
Guadagna punti per aver fissato le date d’eliminazione delle
sostanze chimiche, ma delude nei criteri del riciclo e non ha
politiche per il recupero

3.7 Toshiba
Alcuni modelli sono del tutto esenti da sostanze chimiche e ci sono
“reports” sul riciclo, ma nessuna data fissata per l’eliminazione
di tutte le sostanze chimiche dalla produzione e deludente sugli
altri criteri

2.7 Apple
Bassi punteggi su quasi tutti i criteri e nessun progresso dalla
prima edizione.

Greenpeace ha stilato la “eco guida” seguendo due criteri: uso
di sostanze chimiche dannose per l’ambiente e recupero, da parte
delle aziende, di componenti elettronici.
Perché senza una concreta attenzione per l’eliminazione
delle sostanze nocive, un vero recupero non è possibile.
Insomma, meglio prevenire.

Fonte: Greenpeace Italia

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Guida ai computer “verdi”

Ambientalisti anche in ufficio? Facile. Grazie “Eco guida ai prodotti elettronici” stilata da Greenpeace.

Chi dice che per rispettare l’ambiente bisogna per forza
rinunciare alla tecnologia?
Da oggi
telefoni cellulari
e computer portatili non saranno
più un problema. Parola di Greenpeace.

L’associazione ambientalista ha infatti pubblicato, in agosto,
la prima edizione della “Eco guida ai prodotti elettronici”, che
premia le aziende che non fanno uso di sostanze chimiche dannose e
contribuiscono in modo attivo al riciclaggio dei
rifiuti elettronici
.
L’ultimo aggiornamento della guida è stato presentato a
Roma.

L’iniziativa, di sicuro utile per chi desidera acquistare

tecnologia il più possibile “verde”
, ha
innescato un circolo virtuoso tra le aziende del settore, che pur
di non essere ultime in classifica stanno prendendo
impegni concreti sul fronte ambientale
.
Unica eccezione, a sorpresa, la Apple, che si è ritrovata
all’ultimo posto, come se non volesse prendere parte alla gara.

Nokia, all’avanguardia sia sul fronte delle sostanze chimiche
impiegate, sia su quello dello smaltimento di rifiuti elettronici,
è in testa. Tra le aziende che hanno fatto più
progressi anche Acer e Lenovo, che secondo Giuseppe Onufrio,
direttore campagne di Greenpeace, “si sono prese carico della
propria responsabilità di produttori ed hanno deciso di
eliminare la maggior parte dei rifiuti pericolosi”.

Retrocessa di qualche posizione, invece, HP, perché da
analisi di laboratorio eseguite dall’unità scientifica di
Greenpeace, è stato riscontrato un ritardante di fiamma
bromurato, il decaBDE (che l’azienda sosteneva di aver eliminato),
all’interno di un portatile. L’azienda si è però
subito attivata per indagare sul problema e la penalità
è stata tolta.

Precisa il direttore campagne di Greenpeace: “Rispetto a quando
abbiamo lanciato la guida, ora la maggior parte delle aziende si
guadagna una posizione sopra la sufficienza, mentre solo in cinque
arrancano”.

Davvero
una sana competizione
.

Chiara
Boracchi

Segue: la classifica
aggiornata…

7.3 Nokia
Bene su tutti i criteri, ma
sarebbe necessaria una data precisa per la cessazione totale
dell’uso di PVC, da ogni applicazione e modello

7 Dell
Perde punti per non avere alcun modello privo di pur minime
sostanze chimiche.

6 Fujitsu-Siemens
Alto punteggio sulle ‘chemicals policies’, alcuni modelli sono
già del tutto privi di sostanze tossiche. Dovrebbe
migliorare nel ritiro-recupero dei prodotti usati e nel
riciclo.

6 Motorola
Grandi miglioramenti su tutti i criteri, maggior
disponibilità di informazioni sui prodotti più
“puliti”, deve ancora dare una data per l’eliminazione dal ciclo
produttivo delle sostanze nocive.

5.7 Sony Ericsson
Alcuni modelli sono privi di sostanze nocive, e ha fornito data per
l’eliminazione da tutti i cicli. Necessita di miglioramenti nelle
‘chemicals policies’ e sul recupero dei prodotti usati.

5.7 HP
Deve fare meglio su alcuni aspetti delle ‘chemicals policies’. Alti
i punteggi sul recupero-riciclo.

5.3 Acer
Migliorano le chemicals policies ma non ha modelli “free of the
worst chemicals”. Deve migliorare sul recupero-riciclo.

5.3 Lenovo
Progressi su molti criteri, ma perde punti per non avere alcun
modello “free of the worst chemicals”, e deve migliorare su
recupero e riciclo.

5 Sony
Alcuni modelli sono “free of the worst chemicals”, ma perde punti
per le politiche di recupero dell’usato definite
“inconsistenti”

4.3 Panasonic
Migliorano i punteggi ma non c’è l’impegno per eliminare i
BFRs, e deficitaria sul recupero.

4 LG
Miglioramenti nelle chemicals policies, ma non ci sono prodotti del
tutto esenti da sostanze chimiche sul mercato; non ha politiche sul
recupero.

4 Samsung
Guadagna punti per aver fissato le date d’eliminazione delle
sostanze chimiche, ma delude nei criteri del riciclo e non ha
politiche per il recupero

3.7 Toshiba
Alcuni modelli sono del tutto esenti da sostanze chimiche e ci sono
“reports” sul riciclo, ma nessuna data fissata per l’eliminazione
di tutte le sostanze chimiche dalla produzione e deludente sugli
altri criteri

2.7 Apple
Bassi punteggi su quasi tutti i criteri e nessun progresso dalla
prima edizione.

Greenpeace ha stilato la “eco guida” seguendo due criteri: uso
di sostanze chimiche dannose per l’ambiente e recupero, da parte
delle aziende, di componenti elettronici.
Perché senza una concreta attenzione per l’eliminazione
delle sostanze nocive, un vero recupero non è possibile.
Insomma, meglio prevenire.

Fonte: Greenpeace Italia

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