Surf livesafers

Oltre trentacinquemila surf livesafers, bagnini addestrati addetti al salvataggio, sorvegliano le spiagge australiane proteggendo l’incolumità dei bagnanti.

Oltre trentacinquemila surf
livesafers,
bagnini addestrati addetti al
salvataggio, sorvegliano le spiagge australiane nei week end e
negli altri giorni festivi, proteggendo l?incolumità dei
bagnanti.

Basta allontanarsi dalle bandierine
colorate rosse e gialle che delimitano l?area riservata ai bagnanti
per essere richiamati all?ordine da queste sentinelle del
mare, angeli con la tavola da surf.

 

La loro nascita risale ai primi anni del
?900, in seguito ad alcune leggi di fine ottocento che vietavano
sulla maggior parte delle spiagge di Sydney di fare il bagno
durante certe ore del giorno.

Proprio a Sydney, più precisamente a
Bondi Beach, famosa e celebrata spiaggia della città, nasce il
primo club ufficiale di salvataggio in Australia. Sull?esempio di
Bondi Beach si formeranno altri club che daranno poi vita, nel
1907, alla Surf Life Saving Australia (SLSA), la più
importante organizzazione di salvataggio australiana.

Per diventare surf
lifesavers basta aver compiuto 15 anni. I volontari vengono
scelti in base a test psico-fisici. Seguono training con istruttori
qualificati per apprendere le tecniche di primo soccorso e
rianimazione.

Gli aspiranti lifesavers devono
saper nuotare per 400 metri in meno di nove minuti e alla fine del
corso sostenere una prova di soccorso simulata. Una volta ottenuta
la cosiddetta ?medaglia di bronzo?, i surf
lifesavers indossano in spiaggia
una cuffietta rossa e gialla per rendersi riconoscibili e adempiono
a una serie di doveri, incluso prestare soccorso ai natanti in
difficoltà e dare informazioni ai bagnanti.

Grazie alla SLSA sono state tratte in
salvo oltre 440.000 persone. Per celebrare la storia e l?operato
dei ?cavalieri dell?oceano?, vere e proprie icone nazionali, il
governo australiano ha dichiarato il 2007 l?Anno Internazionale del
Surf Livesavers.

Maurizio Torretti

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