I ghiacciai come memoria dell’aria

Informazioni sulle condizioni climatiche e sui vari tipi di inquinamento dei tempi passati, anche di epoche molto antiche, si trovano nei grandi ghiacciai dell’Antartide depositatosi nel corso dei millenni.

L’inquinamento urbano non è certo una prerogativa solo
moderna. Anche l’atmosfera dell’antica Roma, infatti, era gravida
di caligine e di densi e malsani vapori. Di smog parlava il
filosofo Seneca e già, secoli fa, i romani abbandonavano la
città per immergersi nell’aria salubre della campagna.
Così ai dati dell’Ipcc si aggiungono, oggi, i risultati del
progetto Epica, che da anni si occupa della perforazione profonda
nel ghiaccio in Antartide presso la base italo-francese Concordia.
Giunti alla profondità di 3.000 metri, i ricercatori sono
riusciti ad ottenere una “carota” di ghiaccio la cui età
è stimata intorno ai 700.000 anni, la più antica
finora ottenuta, che contiene una registrazione dettagliata e
continua della storia del clima e dell’atmosfera terrestre,
dall’origine della sua formazione fino al presente.

La perforazione nel ghiaccio sta proseguendo (mancano ancora circa
250 metri di ghiaccio al fondo roccioso), permettendo di prelevare
campioni ancora più antichi, e potrebbe raggiungere ghiaccio
con un’età di circa un milione di anni e coprire 9-10 cicli
glaciale-interglaciale, rispetto ai
4 contenuti (420.000 anni) nella carota perforata presso la base
russa di Vostok.
Dallo studio dei campioni si otterranno ulteriori informazioni sul
ruolo che i gas serra e le polveri atmosferiche hanno avuto nei
cambiamenti climatici, accentuando gli effetti di altre forzanti
del sistema climatico, quali la quantità e distribuzione
dell’energia solare ricevuta, le modificazioni nella circolazione
atmosferica e oceanica, le variazioni di riflettività della
superficie terrestre, l’attività vulcanica, ecc. Queste
informazioni sono cruciali per i modelli previsionali delle
variazioni del clima, un sistema di grande complessità nel
quale l’uomo si è inserito modificando le condizioni
naturali.

Al progetto Epica partecipano 10 nazioni europee: Belgio,
Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Olanda, Regno
Unito, Svezia, Svizzera, con finanziamenti nazionali e della
Comunità europea.

Silvia Perdichizzi

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