Biologico

I giganti biotech abbandonano… il campo

Dopo Bayer CropScience, anche Monsanto, multinazionale americana biotech, annuncia il ritiro dalla Gran Bretagna. E dall’Europa.

Il gigante biotech europeo Bayer CropScience, sussidiaria del
gruppo chimico-farmaceutico tedesco Bayer, ha deciso di
interrompere tutti gli esperimenti in Inghilterra nei campi
transgenici. La notizia era giunta il 29 settembre: “i test
riprenderanno quando le condizioni saranno più favorevoli”,
citava il “The Observer”.

Oggi, anche il gigante globale dell’agricoltura transgenica
Monsanto lascia l’Inghilterra e, presumibilmente a breve, l’Europa.
La decisione è chiudere il quartier generale a Cambridge
(mandando a casa 80 ricercatori), i campi sperimentali in Francia,
Germania, Rep. Ceca, e, a catena, le sedi in Europa. Nel comunicato
ufficiale si legge: “Mid-Term Strategic Actions:(…) i piani
includono: (1) Ridurre i costi associati all’erbicida Roundup, (2)
uscire dal business europeo di varietà vegetali e
sementiero; e (3) interrompere i programmi di
agrofarmaceutica”.
I manager affermano che si tratta di un “riposizionamento
strategico”. Ma è difficile non collegare le mosse a
un’impasse finanziaria e ai risultati del dibattito “GM
Nation” in Inghilterra (sfavorevolissimi agli OGM), al prosieguo
della moratoria in Europa, alla decisione del Parlamento europeo di
etichettare i prodotti transgenici per lo 0,9%, all’ostilità
diffusa per gli ingredienti alterati geneticamente.

La commissaria Ue all’ambiente, Margot Wallstrom, aveva dichiarato
che le compagnie americane di biotecnologia “stanno mentendo e
costringendo” l’Europa ad adottare tecnologie di manipolazione
genetica insostenibili. Quanto alla Gran Bretagna, lo studio voluto
dal governo Blair (favorevole agli OGM, che a breve deciderà
se dare il via libera alla produzione e alla commercializzazione di
organismi geneticamente modificati) è durato tre anni e ha
preso in esame tre diversi raccolti, mais, colza e barbabietola. Le
coltivazioni di barbabietola e di colza sono risultate più
dannose per l’ambiente delle coltivazioni normali. Le ripercussioni
si sentiranno ancora in terra inglese: sul governo Blair sta per
abbattersi l’onda lunga delle autorizzazioni facili, che ha
già spazzato la FDA, l’ente americano di controllo, facendo
cadere qualche testa fra gli amici dell’agrobusiness.

I Friends of the Earth inglesi e gli ambientalisti sono soddisfatti
anche perchè ritengono una vittoria il fatto che Monsanto
abbia deciso di ritirarsi. Sembra proprio che Monsanto abbia
rinunciato alla conquista di un mercato europeo che si sta
dimostrando sempre più ostile, sostengono gli ambientalisti:
per Friends of the Earth si tratta di “una vittoria importante per
il movimento anti-OGM: Monsanto ha capito di aver fallito in
Europa”.

Stefano
Carnazzi

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